giovedì 7 aprile 2011

The King Of Discontinued Lures





“Se sei un pescatore non puoi non conoscere Rapala…
Nulla di più vero di questa piccola e semplicissima frase che sottintende la meravigliosa storia di un'azienda tutta europea nata dall’inventiva di un singolo grande pescatore finlandese, prozio (e primo grande sponsor) del grande campione di Formula Uno Kimi Raikkonen. Dalla sua fondazione ad oggi la Rapala  ha inventato, progettato e commercializzato in ogni angolo del mondo milioni di artificiali. Ha creato un impero tracciando la strada a migliaia di altre aziende generando dal nulla che caratterizzava il dopoguerra europeo di fine anni quaranta un vero e proprio comparto economico ed imprimendo una fortissima spinta ad alcune tecniche di pesca che, probabilmente, non avrebbero altrimenti avuto la stessa diffusione e sviluppo.





Personalmente, pur appartenendo senza vergogna a quella categoria di “feticisti” che cede piacevolmente alla “necessità impellente” di possedere, nei limiti delle mie poche possibilità, le ultime chicche che il mercato propone, per testarle, scoprirne le peculiarità o per averle e basta rivendendole subito dopo la prova, ancora oggi, nell’era dei artificiali perfetti, degli handmaded in argento ed abalone indistinguibili dai veri pesci, della distribuzione dei pesi calcolata con ingegneristica precisione o delle sferette e cilindretti mobili in tungsteno (ormai indispensabili per raggranellare metri di distanza), nell’era delle palette dalle forme più bizzarre e degli ancorotti da combattimento pronti a ferrare il migliore dei nostri sogni, oggi non riesco tuttavia a resistere al fascino di uno degli artificiali da pesca più geniali che gli ingegneri del settore abbiano realizzato già più di 30 anni fa, l’ormai mitico CDJ, il re incontrastato dei “Discontinued”, primo grande snodato prodotto in maniera industriale al mondo e commercializzato in ogni angolo del pianeta.


Inserito per la prima volta nel catalogo Rapala del 1980 il CDJ-11 (ラパラ  CDJ11) 11 cm per circa 16 gr., vi rimase sino al 1984, ufficialmente, venendo immediatamente affiancato dalle due misure inferiori, il 7 cm ed il 9 cm rispettivamente di circa 7 e 12 gr. che, visto l’enorme successo del modello e le grandissime doti catturanti, ne aumentarono a dismisura la diffusione ed il range di applicabilità. Il "circa" è obbligatorio dato che, trattandosi di artificiali in balsa, il peso non sempre è precisissimo ed oscilla, nella misura del mezzo grammo più o meno, anche in base alla quantità di umidità che viene seppur in piccola parte assorbita dal materiale di costruzione nonché dalla dimensione degli split ring, dallo spessore dello strato di protettivo e chissà cos'altro.




"Ufficialmente" in catalogo sino al 1984 perchè quasi subito, con una mossa che penso mirasse proprio a crearne il mito, la Rapala lo collocò inspiegabilmente tra i "discontinued" o "fuori produzione" rendendolo ancora più prezioso, per gli infiniti estimatori tra cui insospettabili sportivi noti in altre discipline lontane dalla pesca, uno tra i tanti il grande Gerhard Müller noto campione di calcio tedesco e collezionista, "bomber" nei forum dal suo soprannome nazionale Bomber der Nation. La sua "discontinued-ità" lascia però perplessi moltissimi collezionisti che lo hanno visto realizzato con colori che sono di certo successivi alla messa fuori produzione. Si parla quindi di release specifiche per il mercato europeo o ancora per quello nipponico, di colori particolari e livree speciali ma la verità credo che sia che non vi è mito senza leggende e credenze e non vi è mito senza quelle zone d'ombra che contribuiscono ad alimentarlo e rendono ancora più affascinante ogni scoperta.




CDJ, acronimo di CountDown Jointed, è la versione affondante dello storico Jointed cui è stato applicato il sistema brevettato da Rapala del conteggio alla rovescia e specifico di un altro grande artificiale dalla storia interminabile, il CD. Tale sistema di affondamento costante e controllato o temporizzato, come lo definisce la casa, consente al pescatore di conoscere con esattezza scientifica la profondità a cui l’artificiale si trovi in ogni istante dandogli la possibilità di decidere a quale cominciare ad eseguirne il recupero. Un artificiale dalla interminabile carriera il CDJ, lunga da far impallidire qualsiasi collega nipponico, ancora oggi rappresenta a mio avviso, per i pochi che ne sono fortunati possessori, un must dello spinning alla spigola.




Come tutto quello che veniva prodotto un tempo, è interamente in balsa, paletta “Z”, armatura passante. Assemblato interamente a mano negli stabilimenti europei di Finlandia (i più apprezzati), Irlanda ed Estonia (dopo lo spostamento della produzione nei paesi est europei), collaudato singolarmente come tutti i Rapala in due differenti vasche, una per testarne l’assetto in corrente ed una per il nuoto, rifinito a mano (gli occhi sono fatti a pennello uno per uno) e ricoperto con lucidante protettivo di altissima qualità per resistere e proteggere da decenni di lanci e salsedine. Incredibili sia la capacità di tenuta in condizioni di mare sostenuto che la quantità di vibrazioni emesse durante il recupero da far tremare le canne più toste. Una trentina tra i pezzi che compongono la mia collezione personale hanno da tempo abbandonato la scatolina e vengono da sempre a pesca senza aver perso né lo smalto né la smaltatura nonostante entrino ed escano dal mare ad ogni battuta all'amato Moronide. Non un filo di ruggine, non un semicerchio prodotto dalle ancorette, nulla.. La vera immagine della qualità di un tempo, di quando gli artificiali venivano realizzati puntando sulla loro durevolezza e non come troppo spesso oggi ci accorgiamo esattamente al contrario..




Del re dei discontinued ne sono state realizzate moltissime serie. Alcune colorazioni che si dice siano frutto di errori o di sperimentazioni o prodotte in quantità limitatissime, oggi nel mercato dei collezionisti hanno valori che si avvicinano ed a volte superano quello di uno Stella SW, se mantenute sigillate. Foil o no foil (ventre argentato con un foglio di alluminio o con colore argento), red gills e non (con o senza branchie rosse) standard o red mouth (con o senza gola rossa), white belly o orange belly (la barra del ventre bianca o arancio) i codici colore, pur essendo sempre gli stessi, presentano tante di quelle variazioni che averli tutti è una vera impresa se non proprio una cosa impossibile. Tra i più rari, nella misura degli 11 cm che preferisco su tutte, vi è indubbiamente il CG, bianco perla con striature arancio, colorazione inventata da Rapala e realizzata solo per artificiali “Special Edition” e di cui si dice ne esistano in tutto il mondo pochissimi esemplari collezionabili, meno delle dita di due mani. Rari i “G”, “S”, “SFC” con la gola rossa frutto di “errori o variazioni” di produzione, il GFR no foil white belly, l’RTO ed il PH una vera e propria chimera che non si sa se sia stato, in questa misura, realmente prodotto. Pressocchè introvabili anche se esistenti le prime serie nelle scatoline beige dal profumo vintage, un’infinità di varianti e particolarità che ancora oggi portano ogni buon collezionista a non esser mai certo di possederli tutti..




Io personalmente lo conobbi nel 1989, a Cagliari, in via Sardegna se non ricordo male e fu il primo artificiale da spinning che acquistai, il primo indimenticato ed indimenticabile. Da allora ad oggi di artificiali ne ho avuto veramente tanti, credetemi, ne ho persi moltissimi, ne ho comprati e rivenduti non so più neanche quanti ma nessuno ha mai esercitato su di me il suo stesso fascino, rispetto e considerazione e non vi è stata battuta di spinning alla spigola in cui non ne abbia lanciato uno nella convinzione che fosse, in fondo, il migliore tra i tanti.




Di certo non avrò reso con questo mio post la giusta gloria ad un grande soldato del mare ed insostituibile compagno di pesca, ma spero di aver contribuito ad avvicinare alcuni di voi ad un pezzo della storia del nostro sport e ad un artificiale considerato “robaccia vintage” che tanti più o meno neo-spinners non lancerebbero mai..
Testo e Foto  by
Tmf 
-RustyGang- 




Ringrazio
 Roberto Ferrario di Pesca Intorno al Mondo per le foto dello Stabilimento Rapala di Vaaksy

8 commenti:

  1. Bellissimo articolo e................bellissime parole e modo d'esprimere gioia,ricordi e vita vissuta in mare quando in molti giocavamo ancora con A-Man e Skeletor........


    Un abbraccione amico mio sei un Grande!!!!

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  2. grande inizio amico un pezzo veramente interessante saranno 30 anni che vado a pesca e non conoscevo fino in fondo le potenzialità di questo mitico rapala
    coplimenti

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  3. Bell'articolo!

    Vedrò di procurarmene uno, come ho fatto con l'Husky Jerk.

    Ultimamente, ho preso una trota "lacustre" (che pensavo fosse un'araba fenice) con un Original che ho da quando ero ragazzino: emozionante!

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  4. Deve vedere questo Hobro in quei giorni e con un rasoio, spesso con successo. Nizza articolo, non merita niente di meno questo marchio Rapala.

    Saluti

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  5. Grazie a tutti..
    A volte le cose semplici nascondono un fascino ed una storia che non immagineremmo mai.. Sono contento vi sia piaciuta questa..

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  6. come dall'altra parte...TMF...un articolo memorabile, complimenti vivissimi, OTTIMO INIZIO!!!

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  7. Un gran bel trattato scritto da un romantico dello spinning...''TheMasteFish'' c'e' un pero'..
    chi ha gli anni miei si rende conto...di essere Antico!! Comunque un bel grazie! queste cose vanno sempre fatte presenti...la storia oltre che funzionare ancora oggi... va' ricordata!
    Dr.Bass

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