lunedì 18 febbraio 2013

Il mare, due di noi ed un'altra "linda foto"


Tra gli antichi dei che governavano indisturbati la terra sino a qualche migliaio di anni fa uno ancora oggi sopravvive nella mente di tanti di noi.. Lui, Nettuno, fratello di Zeus e dominatore di tutti i mari regolava la vita delle popolazioni costiere, governava le tempeste ed aveva il pieno controllo di qualsiasi fatto accadesse all'interno del suo dominio.
Ogni tanto lo nominiamo, lo evochiamo, gli rivolgiamo le nostre speranze ed i nostri desideri e, benché consci che si tratti di un mito, gli dedichiamo i nostri piccoli, piccolissimi successi considerandole più sue elargizioni che frutto della nostra fatica.. 


Noi rispettiamo moltissimo Nettuno, ne rispettiamo la memoria, lo spazio, il regno.. Ci piace pensare che in fondo anche lui da là sotto ci guardi galleggiare sulle "SUE" acque o passeggiarci dentro lanciando e recuperando i nostri buffi pezzi di plastica sperando di strappargli una qualche creatura. 
Il rispetto credo sia il fondamento di qualsiasi rapporto, vero o immaginario che sia ed attorno al rispetto dovuto agli uomini, agli animali ed alle cose, dovremmo far girare anche il nostro sport ed i nostri momenti di libertà.


Dopo oltre un mese in cui Nettuno ci ha impedito di navigare con tutte le forze, in cui ha scatenato mareggiate violentissime sulle coste siciliane martellandole con onde di oltre 6 metri, finalmente ieri ci ha concesso un giorno di quasi pace.. 
E' stata una mattinata splendida, un mare ancora vivace per le bufere da pochissimo cessate ed un sole luminoso e quasi primaverile ci hanno accolto ed accompagnato per tutta la giornata.


Lui, Nettuno, ha voluto regalarci queste catture ricordandoci che in fondo il nostro tempo migliore lo passiamo anche e molto spesso in sua compagnia..
Così intorno al mezzogiorno, dopo quattro orette di vagabondaggio calando i nostri inchiku a destra ed a manca tra gli spot ragionati per settimane sulle carte ad un tratto il primo che non ha saputo resistere ad un Kiku leggero, manovrato con ampie jerkate e lunghe ricadute e subito dopo un secondo su un Taguri  animato da Davide con la delicatezza con cui si dondola un bimbo.. 
Era ancora prestissimo neanche le tredici quando i due "regali" erano a bordo.. 
Non c'è stato neanche bisogno di dirselo, neanche una parola ma solo il rispetto per quanto ci era stato concesso.. 


Così, riposte le canne da inchiku ed entrambi paghi, abbiamo chiuso lì la nostra pescata e "passeggiato" per tutto il resto della giornata sulle acque del nostro mare, guardando l'eco, studiando il fondale, chiacchierando, mangiando i nostri panini, pianificando la prossima uscita per mare e scattando qualche foto a chi sempre più spesso viene a farci compagnia.

Grazie mare..

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