mercoledì 14 marzo 2012

The Dark side of DUO


La curiosità è una delle caratteristiche principali delle menti più sveglie e delle personalità più vivaci.. La curiosità che ci spinge a guardare dentro le cose, dietro ad esse e che innesca una spirale di domande sempre più fitta..
Chi è stato che.. Chi ha fatto per primo.. Cosa è successo quando.. Come mai..
Siamo tormentati dalle domande in continuazione.. Se poi ad essere tormentata è la ciurma di una vecchia nave da pesca in rada ecco che ci si ritrova attorno ad una bara, magari non in quindici, alticci e con quello che resta di una bottiglia di rhum a partorire idee malsane ed apparentemente irrealizzabili.

Così è venuta quella di guardare dietro, attraverso, dentro le cose, oltre l'immaginabile..



Non potevamo che cominciare con una delle figure più importanti del nostro ambiente, che ha impresso una nuova direzione alla nostra tecnica dandole una bella sferzata di vitalità, creando una vera e propria categoria di artificiali e disegnando il primo grande long jerk, il TIDE Minnow, diventato un must per ogni spinner, Mr. Adachi




Mr. Masahiro Adachi, per chi non lo sapesse, è lo Chefdesigner e General Manager di DUO, l'uomo dalla cui mente ed attraverso le cui mani sono nati tutti gli artificiali Duo degli ultimi 17 anni. Chi meglio di lui poteva raccontarci il momento della nascita di un nuovo artificiale, chi meglio di lui poteva fare un pò di luce in quel dark side che non abbiamo mai pensato di poter esplorare..
Così in fretta e furia abbiamo imparato il giapponese, fatto i biglietti per il Giappone, preparato la valigia, preso il registratore vocale e.....


1)Quando è iniziato il tuo rapporto con DUO?
1) Noi, io e il Presidente della Duo Matsushita, abbiamo avviato l'azienda nel 1995

2) Quanto ti sei reso conto che la tua vocazione era lo studio e lo sviluppo di esche artificiali?
2)Ho iniziato la mia carriera in un'altra società all'età di 20 anni, ma in precedenza ho sempre pensato che il mio lavoro dovesse essere limitato alla progettazione e allo sviluppo. In realtà non ho mai avuto l'ambizione di avviare una società separata

3) Qual è la prima esca artificiale che hai visto in vita tua?
3)Questa è una domanda a cui è difficile rispondere (gli anni iniziato a passare :) ) tuttavia ricordo con certezza che la prima esca che ho acquistato era un Heddon Tiger




4) Quali sono i fattori che ti ispirano nel design di una nuova esca?
4) Non è facile rispondere a questa domanda, perché fondamentalmente non c'è un fattore primario e un fattore secondario ma un insieme. Per cercare di sintetizzare direi che mi affido alla mia esperienza, alla conoscenza del comportamento del predatore che si cerca di insidiare e del genere di tecnica che voglio utilizzare, anche se poi il tutto è frutto di una decisione spontanea

5) Da quanti anni fai questo lavoro?
5) Lavoro con DUO da 17 anni, se a questi aggiungo gli anni che ho lavorato presso la società precedente arriviamo a 19 anni di esperienza

6) quale è stata la prima Esca che hai disegnato?
6) La prima esca che ho disegnato per la DUO era un topwater chiamato Splasher, sempre nello stesso periodo ho disegnato la versione precedente del Press Bait 85

7) Quando si sviluppa un nuovo prodotto quale è il primo passo da fare?
7) La risposta più semplice è ovviamente pensare a quale preda sia destinato, ma ci sono molti altri fattori da considerare come l'ambiente in cui normalmente il pesce caccia e così via.
Naturalmente è importante cercare di proporre sempre qualcosa di nuovo sul mercato, ma se l'esca non è capace di catturare è un'esca inutile...

8) Esiste in Giappone una scuola che prepara al lavoro di Lure Designer?
8) Si esiste una scuola del genere, ma principalmente si insegna a lavorare nell'industria della pesca ma comunque non ti prepara nella progettazione delle esche in particolare

9)Prendete in considerazione nella progettazione di nuovi prodotti tutte le differenti aree geografiche e le differenti prede insidiabili?
9) Questo è un fattore molto importante, al momento per esempio ora stiamo sviluppando un Jerkbait per la pesca al Luccio (Protopike) ma questa specie non è presente nelle acque giapponesi. Dal momento che DUO ha iniziato una campagna globale di produzione, credo non basti focalizzare l'attenzione sui gamefish presenti nel nostro paese, ma fornire un artificiale utile a seconda del paese e di cosa si vuole insidiare, senza la conoscenza delle abitudini non è possibile progettare esche riuscite, per questo DUO si avvale di collaboratori esterni che grazie alla proprio conoscenza e alle prove pratiche sul campo ci aiutano nello sviluppo




10) Qual è il lavoro di cui vai più fiero?
10) Sono fiero di tutti gli artificiali che ho sviluppato, ma se devo citarne uno in particolare questa è sicuramente la serie Tide Minnow Slim, lo sviluppo di un esca con quella forma è stata molto difficile




11) Quale esca prodotta per DUO ha necessitato del periodo più lungo di progettazione?
11) Diciamo che il rilascio delle nuove esche dipende anche dalla stagione, capita spesso che molti progetti vengano bloccati nel mezzo dello sviluppo, per cui è difficile rispondere dando un preciso segmento temporale. In generale lo sviluppo delle esche topwater richiede più tempo delle altre. Guardando indietro direi che comunque la progettazione in casa DUO è quasi sempre stata abbastanza scorrevole anche se, ad essere onesti, ci sono stati dei casi in cui il design di un'esca è durato anche tre anni

12) Quando è stata disegnata la prima versione della serie Tide Minnow? e perché avete scelto questo nome?
12) Penso che il primo modello di questa serie sia il Tide Minnow 120SR che è stato progettato nel 1996. Per quanto riguarda il nome, dal momento che è un prodotto destinato alla vendita, la cosa più importante è che sia facile da ricordare e che ben si adatti al prodotto in questione, ma se devo essere sincero non ha nessun particolare significato dietro




13) Chi sceglie i nomi delle esche?
13) Normalmente sono io che decido il nome, ma se non riesco a trovare una buona idea, lascio che sia qualche altro membro dello staff a decidere

14) Quali sono i tre passi più importanti nella progettazione di un'esca artificiale?
14) Il design di un nuovo prodotto include un sacco di aspetti separati tra loro, come il volume del corpo, l'aerodinamica, il design del corpo e della testa dell'esca, oltre agli aspetti riguardanti all'azione ricercata, sono tutti fattori separati molto importanti, difficile sceglierne solo tre




15) Quali indagini di mercato portano alla decisione di studiare e produrre nuove esche? Quali fondamentali obiettivi si vuole raggiungere di volta in volta?
15)Il punto cruciale nella produzione di esche artificiali è ovviamente un discorso commerciale, ossia vendere più esche possibili e ottenere il maggior profitto, ma se si pensa solo al business, non si potrebbe mai supportare le pesche "minori" and aiutare lo sviluppo dell'industria della pesca sportiva. Quindi anche se riesci a disegnare il miglior artificiale del mondo non è detto che questo possa risultare catturante in qualunque spot. In poche parole noi possiamo solo cercare di fornire il miglior strumento possibile per gli angler di tutto il mondo ed è questo l'obiettivo che più mi ispira nel mio lavoro


16)Qual è l'esca che consideri più innovativa?
16) Da quando lavoro con la DUO ho disegnato più di 200 artificiali, difficile sceglierne una, ma posso dire quale per me si distingue di più, ossia il DUO Bay Ruf Manic. Questa esca ha un movimento molto particolare che credo non possa essere riprodotto se non facendo una copia diretta. Anche se non si tratta di un'esca ma che credo sia necessario citare per quanto riguarda l'innovazione nel campo delle esche artificiali è il sistema di movimento del peso sviluppato da Tackle House




17) Un marchio Storico come Rapala come viene considerato in un mercato come il Giappone?
17) Rapala è un marchio assolutamente da rispettare per il fatto di avere avuto un successo nel mercato globale e ci sono sicuramente molte cose che possiamo imparare da questo. Per questo riguarda il loro margine sul mercato giapponese, è piuttosto basso. Per quanto riguarda il design, non c'è molto da dire e preferisco lasciare ai lettori internazionali di giudicare da soli.

18) Mr Adachi naufraga su un isola deserta, può portare con se solo tre esche, quali sceglie e perché?
18) Se potessi scegliere e se si dovesse trattare di pura sopravvivenza porterei con me maschera subacquea e arpione, sicuramente la scelta migliore :). Se fossi limitato a scegliere tre esche, porterei con me un Press Bait 90 Fusion, un Tide Vib Slim 140 e un Tide Minnow 75 Sprint, perché sono perfettamente bilanciati e la taglia permette di insidiare una grande varietà di pesci, in questo modo potrei un menù sicuramente più vario :)





19) Quale consideri l'esca migliore di tutti i tempi?
19) Non sono molto ferrato sulla storia delle esche artificiali, ma sicuramente lo Spook della Heddon è uno dei migliori mai disegnati




20) Come vivi i momenti prima del lancio di una nuova esca?
20) Normalmente ci vogliono tre mesi prima che una nuova esca venga definitivamente rilasciata sul mercato, quindi al momento dell'inizio delle vendite sto già lavorando al prossimo prodotto. Per quanto riguarda le vendite, non mi preoccupo poiché non c'è mai stato un caso in cui non siamo riusciti a vendere un nuovo artificiale

21) Quanti prototipi vengono scartati prima di arrivare al versione definitiva?
21) Non esiste una regola, ma caso per caso, recentemente grazie all'utilizzo di scanner 3D è diventato possibile modificare la forma e le dimensioni di un prototipo fatto a mano. Tuttavia cercando di parlare in generale, di solito preparo tre diversi prototipi realizzati a mano, che poi tramite la scansione 3D vengono modificati in circa 10-12 versioni differenti

22) Quale il tasso di successo dei progetti e quanti non vengono mai alla luce?
22) Quando faccio il prototipo a mano circa il 60% vengono realizzati, ma comunque capitata che anche quelli scartati vengano ripresi dopo pochi anni

23) Cosa ne pensi delle esche prodotte totalmente a mano?
23) Dipende a cosa si considera per un esca prodotta a mano. Se stiamo parlando di esche in legno ricoperte di fogli di alluminio, ci sono sicuramente alcuni pezzi che io considero dei capolavori.
Ma il divario con un'azienda come la nostra è talmente grande che è difficile fare un confronto tra questi due mondi. Se uno avesse la possibilità di vedere il nostro processo di produzione, potrebbe capire che ogni nostro artificiale richiede un sacco di lavoro manuale








24) Esiste qualche Lure Designer che ammiri?
24) Mi piace molto ammirare le belle donne :)


Ovviamente tantissime domande sono rimaste nella nostra mente. Ce ne siamo accorti subito, appena saliti sull'aereo di ritorno... Avremo potuto chiedergli anche questo.. E quest'altro...
Di certo voi avreste avuto un sacco di altre curiosità da domandare a Mr Adachi.
Nessun Problema... Domani il nuovo Contest DUO, per partecipare al quale è necessario essere fan della pagina FB, consentirà a tutti di indagare quel "lato oscuro" rivolgendo la proprio domanda a Mr. Adachi quindi, se c'è qualche angolo ancora da illuminare domani vi diremo come....

Noi ringraziamo Mr Adachi per la simpatia e la disponibilità e per aver risposto a tutte le nostre 24 domande ed aspettiamo di leggere le vostre


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Curiosity is one of the main features of cutest minds and vibrant personalities, the curiosity that drives us to look into things behind them and triggering a spiral of increasingly dense questions..
Who was that... Who made the first.... What Happened when.. Why.....
We are constantly tormented by questions.. if then to be a tortured is the crew of an old fishing vessel here we find ourselves around a coffin, maybe not in fifteen, with a bottle of rum.
So we had the idea of looking behind, inside of things, beyond the imagination....




We had to start with one of the most important figures of our environment, which has given a new direction in our technique giving a nice boosts of vitality, creating a new real category of lures and drawing the first great long jerk, the Tide Minnow, an absolute must for every salt spinner, Mr Masahiro Adachi






Adachi San, for the uninitiated, is the Chief Designer and General Manager of DUO, the man from whose mind and through whose hand are born all DUO lures in the past 17 years. Who better than he could tell the time of the birth of a new lure, who better than he could sed some light on the that dark side that we never thought we could explore....


So in a hurry we have learned the Japanese, made the tickets for Japan, prepared the suitcase and took the voice recorder


1) When did your collaboration with DUO?
1) We, i and the DUO President Matsushita started the company in 1995


2) How did you realize that your vocation was the study and development of fishing lures?
2) I started my career in another company at the age of 20 years, but previously i have always thought that my work should be limited to the design and development. In fact, i never had the ambition to start a separate company


3) What is the first lure you saw in your life?
3) This is a question that is difficult to answer (the years began to pass :) ) But i remember with certainty that the first bait that i bought was a Heddon Tiger


4) What are the factors that will ispire the design of a new bait?
4) It is not easy to answer this question, because basically there's a primary and secondary factor but a set of factors. To try to summarize i would say that i rely on my personal experience, knowledge of behavior of the predator who tries to undermine and kind of technique that i use, even if everything is the result of a spontaneous decision


5) How many years do you do this work?
5) I work with DUO 17 years, if i add these to the years that i worked at the previous company we reach 19 years of experience in this work


6) Wich was the first lure that you designed?
6) The first lure that i designed for the DUO was a topwater called Splasher, i drew in the same period the previous version of the Press Bait 85



7) When developing a new product which is the first step?
7) The simple answer is obviously thinking about is intended prey, but there are many other factors to consider such as the environment in which the fish usually hunt. Of course it is important to try to propose something new on the market, but if the bait is not able to catch is useless....

8) There is a school in Japan, which prepares for the lure designer career?
8)There is such a school, but most are taught to work in fishing industry but does not prepare in particular in lure design

9) Take into consideration when designing new products all the different geographical areas and the different prey?
9) This is a very important factor, for example now we are developing a Jerkbait for pike fishing (Protopike) but this species is not present in Japanese waters. Since DUO has begun a campaign of global production, i do not just focus on gamefish of our country, but to provide an bait that can be productive in other country with other prey is necessary know his habits. For this DUO uses the experience of his Field Tester around of the world



10) What is the work that you are most proud?
10) I am proud of all that lures that i designed, but if i mention one in particular, this is definitely the Tide Minnow Slim Series, the development of a slim lure with tat form has been very difficult








11) What lure produced by DUO has required the longest period of design?
11) We say that the release of the new bait also depends on the season, it often happens that many project are stuck in the middle of development, it is difficult to respond with a specific time segment. In general the development of Topwater Baits require more time than others. Lookiung back i would say however that the lure design in DUO was pretty smooth thought, to be honest, there have been cases in which the design of bait lasted even three years


12) When you drew the first version of the Tide Minnow Series? And why did you choose this name?
12) I think the first model of this series is the Tide Minnow 120SR, that was designed in 1996. Regarding the name, since it is a product intended for sale, the most important thing is that it is easy to remember and well suited to the product in question, but to be honest did not have a particular meaning behind.




13) Who chooses the names of lures?
13) Usually i decide the name, but if i can not find a good idea, i let some other staff member to decide


14) What are the three most important steps in the design of a lure?
14) The design of a new product includes a lot of aspects separated from each other, as the volume of the body, the aerodynamics, the design of the body and the head of bait, in addition of the aspects concerning the action sought, are all very important separated factors, difficult to pick just three


15)What market research leading to the decision of study and produce new lures? what you want to achieve the fundamental objectives from time to time?
15) The crucial point of the production of lures is obviously a commercial speech, that is sell bait as possible and get as much profit, but if you think only to business, it could never support the "minor" fishing technique and you cant help the development of sport fishing. So even if you can draw the best lure in the world is not told that this could be catch in any spot around the world.
In short, we can only try to provide the best tool possible for anglers and this is the most inspiration for my work 








16) What is the bait that you considered most innovative?
16) Since i started to working with DUO i drew more than 200 lures, hard to pick just one, but i can say that for me stands out more, that is the DUO Bay Ruf Manic. This bait has a very special action that i believe can not be reproduced without doing a direct copy. Although its's not a lure, but i believe is necessary to mention with regard to innovation in the field of lures is the weight moving system developed by Tackle House



17) A Historic Brand like Rapala how is considered in the Japan Fishing Market?
17) The Rapala Trademark is absolutely to respect just for the successful that have in the global market and there are certainly many things that we can learn from this. To his regard their margin in the Japanese market is quite low. Regarding the design, there is not much to say and i'll leave the judge to the international readers

18) Mr Adachi is shipwrecked o a desert island, can carry with him only three lures, such as choose and why?
18) If i could choose, and if you were to treat of survival i will take with me diving mask and spear, the best choise :=) . If i were limited to choose three baits, i would bring with me a Press Bait 90 Fusion, a Tide Vib Slim 140 and a Tide Minnow 75 Sprint, because they are well balanced and allows the size to challenge a large variety of fish, in this way could certainly more varied menu :)


19) What do you considered the best bait of all time?
19) I'm not very knowledgeable about the history of lures, but the Heddon Spook have one of the best design off all the time

20) How do you live the moments before the launch of a new bait?
20) It normally take three months before a new bait is finally released on the market, then at the start of sales i'm already working on the next product. Regarding sales, i don't worry because there's never been a case where we could not sell a new artificial

21) How many prototypes are discarded before reaching the final version?
21) There is no rule, but in each case, recently thanks to use the 3D scanners has become possibe to change the shape and the size of a prototype made by hand. However, trying to speak in general, usually i prepare three different prototypes by hand, then using the 3D scanning is changed in about 10-12 different versions


22) What is the success rate of project and many lure never come to see the market?
22) When i do a prototype by hand just the 60% arrived on the final stage, but also those lures that are discarded in a first time can be take again after a few years after

23) What you think about the Handmade Lures?
23) It depends on what you considered a bait produced by hand, if we are talking about wood bait with aluminum foil skin, there are definitely some piece that i considered masterpieces.
But the gap with a company like ours is so great that is difficult to compare between there two worlds. If one had the change to see our production process, could understand that all our lures requires a lot of manual work






24) There are any Lure Designer that you admire?
24) I like very much to admire the beautiful women :)




Obviously many questions remain in our minds. We Realized its as soon as we climbed back on the plane... We Could also ask this... And this one...
Off course you would have a lot of other curious to ask to Mr Adachi.
No Problems... Tomorrow the new contest DUO allow everyone to explore the Dark Side turning their question to Adachi San, so if there's some corner still be lit tomorrow we will tell you how..




We thank Mr Adachi for the sympathy and the availability to having answered to all our 24 questions and we look forward to reading your.....



Amazing

Oggi stavo spiando il bel blog del amico Bassmatazz e ho visto questa foto incredibile quasi da non sembrare reale, per il link e il resto delle informazioni vi rimando dal French Angler!


martedì 13 marzo 2012

The "Onikiri" President Japan Good Design Awards Super Creator.....

Non me lo sono inventato il titolo, questo è il modo in cui viene descritto il talentuoso Yuki Ito, la mente da cui è nata un'azienda come Megabass, marchio che non credo che abbia bisogno di presentazioni anzi


 Io sinceramente sono sempre stato un gran appassionato di tutto quello che scaturiva dalle sue officine, io come tanti altri rimango sempre a bocca aperta per le soluzioni presentate, la qualità altissima delle finiture, le colorazioni al limite della realtà, mi piace questo brand mi piace veramente tanto e credo ci siano degli artificiali unici a cui difficilmente potrei fare a meno, come il Dog X per fare un esempio veloce. Altro fattore che trovo molto interessante è la quantità di prodotti, negli anni il catalogo è aumentato con tante nuove esche, alcune molto indovinate altre un po' meno, ma una cosa mi lascia perplesso da qualche tempo, ultimamente si vedono solo versioni tuning, esche da bass che passano alla versione Sw, manca da tempo qualcosa di innovativo, qualcosa di nuovo. Si vedono solo edizioni "rimixate" o nuove compilation ma i capolavori a cui ci aveva abituato Mr Ito mi mancano e spero di vedere presto qualche sua altra visionaria intuizione, Mr Yuki ci hai abituato male......

lunedì 12 marzo 2012

小沼正弥 オヌマガジン第三巻 シーバス釣り 予告ダイジェスト


Macigno: An Italian Builder of Fishing Masterpieces

Tra le pagine di questo spazio abbiamo visto passare tantissimi autocostruttori da ogni angolo del pianeta e ne abbiamo spesso letto le motivazioni.. Abbiamo condiviso la loro scelta di cominciare a fabbricare artigianalmente le proprie esche. Abbiamo imparato dal loro che molto spesso gli apparentemente perfetti artificiali commerciali hanno in sè alcuni limiti per superare i quali è indispensabile studiare soluzioni idonee a particolari spot e condizioni meteomarine.


Non avevamo ancora letto però di un percorso che, iniziato dall'amore per le arti grafiche e figurative, si fosse poi incanalato ed espresso nella produzione di artificiali dal realismo stupefacente.


Andrea Pedaci, questo il nome per tutto il mondo del lurebuilder Macigno, è uno degli autocostruttori più noti agli spinners italiani. Uno dei primi ad aver manifestato un desiderio di precisione quasi nipponico nelle proprie crezioni.


Vivendo da sempre in Puglia ha ereditato l'amore per la pesca unendolo con grande successo a quello per le arti. Appassionato pescatore, scultore, pittore, pirografista e con uno spiccato dono per la manipolazione dei materiali.
Poichè queste peculiarità difficilmente sono riscontrabili contemporaneamente in una sola persona, quando ciò avviene il risultato è davvero entusiasmante.



L'essenza preferita è, come per tanti suoi colleghi, il Samba che per consistenza, peso e resistenza presenta delle caratteristiche uniche che lo rendono particolarmente idoneo a queste lavorazioni.


Le realizzazione di un artificiale però passa sempre attraverso una lunga serie di sperimentazioni, di prove tecniche ed una lunga progettazione che precedono il momento della rifinitura estetica dato che un artificiale è sempre e comunque l'insieme di tante abilità. Così il legno viene scolpito, bilanciato, se ne calcola la distribuzione del peso, i punti di piombatura, la destinazione d'uso e solo in ultimo lo si rifinisce.

In questa ultima fase le grandissimi abilità artistiche di Macigno trovano la massima esaltazione ed i prodotti che ne vengono fuori sono quasi indistinguibili dai modelli forniti dalla natura.


Navigando tra le pagine del suo blog e leggendone i post si percepisce anche il percorso di crescita che lo ha caratterizzato e che ad oggi ha raggiunto un livello elevatissimo.

Aspetteremo fiduciosi che arrivi l'estate per poter lanciare una di queste meravigliose "stick for-tuna" nell'inferno di una mangianza e nel frattempo ci godiamo i suoi filmati e report pubblicati nel suo blog AP-LURES.


domenica 11 marzo 2012

Mediterranean Tropicalizzation

Che il nostro mare si stesse tropicalizzando lo avevamo capito da una serie di segnali che negli ultimi anni raccogliamo con una certa costanza. Così, tanto quanto vediamo anno dopo anno l'incremento esponenziale in taglia, periodo e quantità di specie non autoctone e senza avversari naturali quali il nostro amato Barracuda ed il divertentissimo Pesce Serra, adesso assistiamo ad episodi sempre meno sporadici che riguardano specie sconosciute sino ad oggi nel nostro bacino..


Ieri un amico mi ha girato una notizia relativa alla cattura di un Pesce Palla nello Stretto di Messina. La specie, in altre varianti, è presente nella Sicilia meridionale e viene catturata abbastanza frequentemente dai pescatori che hanno la possibilità di uscire oltre le 12 miglia a sud verso i banchi tra l'Italia ed il continente africano. La particolarità di questa cattura, come sottolineato dalla
Repubblica, è che riguarda una specie estremamente pericolosa, il Lagocephalus Sceleratus che, proprio come il collega nipponico con cui viene preparato il FUGU, se ingerito o toccato a mani nude procura la morte a causa della tetratossina prodotta dal suo fegato, dalla pelle e dalle gonadi e che induce una paralisi progressiva di tutti i muscoli sino al soffocamento.

Questo altro strano pesce era stato catturato lo scorso anno, in grande quantità da un amico catanese che senza andare tanto per il sottile, nonostante non lo avesse riconosciuto, lo ha mangiato :o(


Sono sempre rimasto con la curiosità di identificarlo anzi approfitterei dell'occasione per chiedere ai nostri lettori se ne hanno mai incontrato uno..

Di certo non possiamo impedire ai pesci di passare dal Mar Rosso al Mediterraneo ma attenzione, colleghi, moltissima attenzione a ciò che peschiamo, tocchiamo o mangiamo.


Before Tomorrow

non bisogna dimenticare,

sabato 10 marzo 2012

The lair of the Captain Rusty


Noi feticisti collezionisti lanciatori di artificiali, giochiamo spesso a mandarci le foto dell'oggetto della nostra ossessione..Ne abbiamo pubblicate sulla nostra pagina FB spesso..
C'è chi ha la bacheca, chi la parete, chi l'armadio e poi c'è Capitan Rusty :)



Spero che non mi appenda all'albero maestro per avervi mostrato un pezzo della sua tana da maniaco.. Ma ormai è fatta.. Troppo tardi per tirarsi indietro per cui godetevi questa 180° panoramica..


Il mare, l'uomo, la sua stupidità ed il petrolio..



Un vecchio adagio recita che non ci sono taverne in mare. Pare proprio che negli ultimi mesi il nostro elemento preferito tenga a sottolineare il rispetto che gli è dovuto e che troppo spesso dimentichiamo di riconoscergli.
Oggi l'ennesimo incidente che ha coinvolto una ex petroliera inerme contro le raffiche di vento ad oltre 50 nodi e le onde di 6-7 metri che stanno flagellando la Sicilia. Così per l'ennesima volta il fantasma di un disastro ambientale sta vedendo tribolare la popolazione di Siracusa, città siciliana della costa ionica meridionale.


Speriamo che i serbatoi di questa ex petroliera che non si è ancora capito se siano colmi o no di carburante, reggano e non distruggano una delle coste più belle e ricche di tutta la Sicilia e che ospita alcune riserve naturali ed Aree Marine Protette, tra le poche forse sul territorio nazionale, seriamente sorvegliate e gestite con grande responsabilità.

Noi, spettatori ancora una volta della dabbenaggine umana, non possiamo far altro che incrociare le dita ed attendere l'epilogo di questo ennesimo incidente..




venerdì 9 marzo 2012

Beat the Jack!

Bene, visto che sono in preparazione del report sull'esperienza Africana, oggi mi sono messo a giocare su un video che ho girato insieme anzi grazie alla giuda Camile, scusate la scarsa qualità ma sono veramente ai primi passi in questo genere di cose....
Varcasia aiutamiii tuuuuuuu......

giovedì 8 marzo 2012

Quis,Quid,Quando,Ubi,Cur.........

Tranquilli.. Non siamo impazziti e non vogliamo annoiarvi con il latino che probabilmente avrete odiato per anni.. Volevamo solo darci un pò di arie culturali e darle a questa nostra taverna di pescatori che puzza di sale, di acciughe, di reti marce e di sentina..
Volevamo preparare il nostro covo di lanciatori di plastica e ferro ad accogliere una serie, speriamo lunga, di personaggi del mondo della pesca sportiva e dell'acqua salsa in generale a cui faremo delle interviste. Noi come sempre cercheremo di mettercela tutta e, parafrasando il buon Woody Allen, di mostrarvi tutto ciò che avreste voluto sapere sulla pesca a spinning e non avete mai pensato di poter chiedere, voi restate con noi.. :)

See you Soon
The Rusty Crew

Dimmi come galleggi....ti dirò se Spacchi!

Fra le esche per la pesca a spinning i popper sono sicuramente le più goderecce.
Gli attacchi top water dei predatori salati sono spettacolo allo stato puro, soprattutto per chi ha la fortuna di viverli "live". Il corretto abbinamento tra popper e predatore è molto importante e fa la differenza tra un pescata mediocre ed una buona, soprattutto quando si insidia il bluefish.


Quando insidiamo il serra fra la schiuma di una scaduta con forti correnti e onde alte abbiamo bisogno di un popper "nuotatore" che stia appena sotto la superficie dell'acqua. Queste caratteristiche permettono all'esca di opporsi alla corrente garantendoci una buona azione di pesca. Nelle giornate poco ventilate recuperare il popper eseguendo stop prolungati fra un jerk e l'altro si rivela, spesso , una scelta azzeccata.
Per questa ragione capire quale sia l'assetto dell'esca in acqua a riposo ci aiuta nella scelta adatta all'occasione.


Esaminiamo brevemente tre esche con diverse tipologie di galleggiamento.


Questo popper presenta un'assetto leggermente inclinato (o quasi parallelo alla superficie dell'acqua) questo assetto ci consente di stoppare l'esca senza che questa si ponga in verticale rispetto alla superficie, una caratteristica che sembra essere molto apprezzata dai "blues", soprattutto quando peschiamo nella calma. I serra sembrano gradire meno le esche che a riposo formano un angolo di 90° con la superficie. Penso sia semplicemente perché in quel modo la presentazione dell'esca ferma è molto innaturale (un muggine che è stremato non si ferma in verticale).


La seconda esca forma un angolo a 45 gradi con la superficie dell'acqua. Qui siamo quasi al limite e comunque ci costringe a diminuire il tempo di stop.


Il terzo popper forma un angolo di quasi 90°. Questo popper si lancia lontanissimo ed è fantastico nei recuperi allegri ma è decisamente meno gradito dai serra se lo si presenta con recuperi alternati di jerk e stop prolungati. Quando utilizziamo popper che presentano un'assetto verticale rispetto alla superficie gli stop sono molto brevi o addirittura inesistenti per non permettere all'esca di presentarsi in modo innaturale al predatore.



lunedì 5 marzo 2012

WifePROOF

Professionisti Vs dilettanti (ma controlli assenti)

Porto Torres 1/3/2012 ore 16,46

Che possibilità hanno di pescare decentemente i pescatori dilettanti sullo scoglio dopo il calamento della rete di quel peschereccio ???


In mare i controlli sono assenti, alzi la mano chi è stato controllato almeno una volta da un militare della Capitaneria di Porto, Alzi la mano chi ha mai visto un battello della Capitaneria  avvicinare e controllare un peschereccio che cala le  reti sottocosta.... Io in 40 anni di pesca mai avuto  questa emozione. Quando parli con qualcuno che dovrebbe controllare ti dice che non ci sono mezzi, che manca la benzina per le motovedette  etc etc etc.


Le foto che vi mostro sono state scattate alle ore 16,46 del 1-3-2012, a una distanza di circa 150 mt dalla capitaneria.  Chi stava in ufficio a quell'ora poteva vedere  il peschereccio calare le reti a  10 (dieci) metri dalla riva comodamente seduto sulla sedia imbottita del suo ufficio riscaldato! Quello che ho visto io  lo poteva vedere chiunque tra le centinaia di persone che passano ogni ora  sul lungomare Balai di Porto Torres.

In questa foto si riconosce  l'edificio della Capitaneria in alto a sinistra.



Alla stessa ora altri 3 pescherecci calavano le reti lungocosta a meno di 30 mt da riva in piena osservaza del Regolamento per l'esecuzione della L. 14 luglio 1965, n.963, concernente la disciplina della pesca marittima .  (Modificato con : · D.P.R. 9 giugno 1976, n. 1057 · D.M. 4 agosto 1982 · D.M. 21 aprile 1983 · D.P.R. 22 settembre 1978, n. 651
                               D.P.R. 10 ottobre 1977, n. 920 · D.P.R. 18 marzo 1983, n. 219.
(cut)
105. (Limitazioni di uso). E' vietato collocare reti da posta ad una distanza inferiore a 200 metri della congiungente i punti più foranei, naturali o artificiali, delimitanti le foci e gli altri sbocchi in mare dei fiumi o di altri corsi d'acqua o bacini. 
(cut)


Fino a quando continuerà questo ??

Except Antarctica!


This is Hard(y) News (in 1930)

Oggi ho ricevuto, come sempre in maniera del tutto inaspettata (amo queste cose) una mail dal amico Brian, la folle mente che sta dietro a uno dei siti più belli e seguiti nel panorama del FlyFishing aka MoldyChum, Mr Brian mi ha spedito alcune pagine del catalogo Hardy Lures del 1930


che trovo di una bellezza incredibile e di una qualità notevole. Anche se con un po' di sana gelosia ho pensato potesse farvi piacere vedere questi piccoli pezzi di storia






Ovviamente Grazie Mille BB

venerdì 2 marzo 2012

the Art of Fishing or Fishing Art?




And Now? I Can Do?


Negli ultimi due anni, da quando ci stiamo dedicando attivamente alle uscite in gommone a spinning, inchiku e vertical, di cose ne abbiamo viste per mare.. Spettacoli che abbiamo aggiunto a quelli cui avevamo già assistito da terra nelle giornate di pesca e che mi rendo conto sono veramente poco rispetto a quanto ancora il mare avrà da offrirci per rinfrancare i nostri spiriti ed arricchire la nostra memoria..

I delfini amichevoli accompagnarci in navigazione, le tartarughe girarci attorno incuriosite, famiglie numerosissime di enormi diavoli di mare passarci sotto la chiglia, spada e tonni giganteschi saltare leggeri durante le cacciate quasi come fossero senza peso..
Ieri una domanda del Cpt.Rusty alla mia posta elettronica ed un link ad un articolo..
"Tu che avresti fatto?"


Bhè.. La domanda se la sarà posta anche Mr. Page quando a bordo del suo C Crazy da 8 metri nelle acque della Nuova Zelanda, durante una gara di pesca al tonno ed ai Marlin si è accorto che un'allegra famigliola di orche era troppo interessata e vicina alle sue esche che avevano appena attraversato un banco di pesce....
Non ha creduto ai propri occhi, come lui stesso racconta, ed ha dubitato che le bevande energetiche appena ingerite fossero anche allucinogene quando ha visto una di queste simpatiche ed amichevoli creature saltare dietro la scia ed ingoiarne una restando allamata..
Se fosse un pesce si potrebbe dire che 5 tonnellate rappresentano un bel record anche solo per il fatto di averli avuti in canna ma purtroppo per Mr. Page l'orca non è un pesce per cui il suo record equivale ad aver ferrato un elefante e quindi non è da ritenersi in alcun modo valido..
L'orca, per completezza di informazione, va detto che probabilmente, dopo aver giocato 45 minuti, ammesso che si sia accorta di essere stata ferrata, è andata via portandosi terminale ed esca e lasciando il pescatore con questa immagine nella memory card che, ricordiamo, non è tratta da un film ma è una foto scattata in barca..

Che avrei fatto? Non so.. Non avendo un boga grip idoneo avrei avuto alcune difficoltà a portare a termine il combattimento :)
E voi?

Notizia e foto da WAIKATO TIMES


The Fishermen NetWork




E' nato il social network per gli amanti della pesca!

E’ online da poco più di 10 giorni, ma sta già facendo notizia sul web . Per ora vanta "solo" poche centinaia di  utenti , ma i numeri crescono quotidianamente. Il logo (a forma di pesce) in alto a sinistra e la pubblicità (della casa editrice Ediservice, specializzata in pubblicazioni sulla pesca) sulla destra non lasciano spazio agli equivoci: si tratta di un vero e proprio «circolo della pesca» online. Proprio come su Facebook, si crea un profilo, si condividono foto, immagini e video, si stringono amicizie e si chiacchiera in chat. Ma se il nome e la piattaforma richiamano il ben più noto «modello» internazionale, quelli appena elencati non sono di certo gli unici aspetti che i due social network hanno in comune. L'ideatore della rete  infatti, è un giovane studente che ha intercettato il bisogno di condivisione avvertito dalla vasta comunità italiana di pescatori e lo ha sommato ai suoi più personali interessi.


giovedì 1 marzo 2012

New Contest Duo: Share the FB Duo's Page



La visibilità pare sia l'obiettivo del nuovo Contest Duo, il sesto..

Questa volta non servono altro che una condivisione ed una email..
Per partecipare quindi bisogna essere fan della pagina DUO su FB e condividerla con i propri contatti inviando al seguito della condivisione una email anche vuota all'indirizzo solito duocontest@gmail.com



Occhio però che la scadenza questa volta è molto anticipata anche perchè ci saranno due contest invece del solito mensile..

Al 14 Marzo per i vincitori del n.6



Duo Contest #5: TARGET HOOKED!

Ci siamo.. Arrivati anche alla fine di questo quinto contest DUO che ricordiamo chiedeva ad ognuno di noi quale fosse la nostra preda preferita..



Io non avrei saputo rispondere perchè forse non ne ho una specifica, ma spero che in tanti si siano espressi e che si sia arrivati a delineare il migliore obiettivo. Sono certo che questi dati raccolti serviranno a Duo per la realizzazione di artificiali ancora più specifici per le nostre prede..

Intanto sul sito DUO è stata pubblicata la lista delle prede scelte in ordine di preferenza: RESULTS


I vincitori del bottino un pò più ghiotto del solito questa volta sono:
Jack Beven, AUSTRALIA
Denica Popova, Bulgaria
Michael Kenneth Dawson, UK

..



The New Scale Magazine

Fresco fresco di stampa (si fa per dire) il nuovo numero di Scale Fly & Spin Magazine, basta solo un click al seguente link, Scale Magazine


i nostri complimenti come sempre