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mercoledì 31 maggio 2017

Casting for Recovery: Il report


Che dire.. Siamo riusciti, anche noi nel nostro piccolo e con un piccolissimo contributo, a far in modo che il primo raduno Casting for Recovery potesse vedere la luce.. Siamo riusciti a dimostrare che una piccola comunità può partecipare alla realizzazione di un grande progetto e che, in fondo, i social non hanno ancora schiacciato i forum e la buona aria che ci si respira dentro..
Ovviamente senza le tantissime persone che hanno preso parte ad ogni fase di questo progetto, senza i volontari, senza le strutture e senza la generosità, nulla sarebbe mai successo e quei tantissimi sorrisi non avrebbero riempito le foto di seguito..
C'è bisogno di fare nel mondo e di far bene..


Riporto di seguito il comunicato stampa ufficiale nella speranza di vederne prestissimo un altro organizzato con tanta dedizione e generosità.

Si è tenuto a Soliera di Fivizzano (MS) dal 26 al 28 maggio, il primo ritiro di Casting for Recovery Italia, il programma nato 20 anni fa negli USA che offre  alle pazienti oncologiche una terapia decisamente innovativa, che prevede l’insegnamento e la pratica della pesca con la mosca come ulteriore strumento di supporto psicofisico nel percorso di riabilitazione per le donne colpite dal tumore al seno: il movimento del braccio durante il lancio con la canna è molto simile agli esercizi consigliati nel post operatorio. La pesca con la mosca è una attività rilassante, si svolge a contatto con la natura, ma è allo stesso tempo fisica, dinamica, l’esercizio coinvolge e allena varie parti del corpo. Inoltre richiede concentrazione. La mente è tutta nella gestione della lenza, nell’attenzione all’acqua per essere pronte alla cattura del pesce.


L’obiettivo di un ritiro  di Casting for Recovery, e per l’Italia quello di Soliera è stato il primo,  è quello di offrire a queste donne l'opportunità di ricaricarsi mentalmente e fisicamente in mezzo alla natura, conoscersi, condividere esperienze, imparare una nuova attività, rilassarsi, sciogliere i nodi, dimenticare almeno per un po' la sofferenza, la paura, la difficoltà di tornare a una vita "normale" dopo la malattia. Ed è più facile farlo in un ambiente  in qualche modo protetto, di cui gli uomini non fanno parte se non per i soli momenti riguardanti le attività collegate alla pesca.  


I due giorni e mezzo del ritiro sono articolati in varie attività che vanno dalla pratica giornaliera di rilassamento e aggregazione guidata dalla psicologa, alla lezione di lancio con gli istruttori di pesca, alle lezioni teoriche sulla biologia del fiume e dei pesci e degli insetti che lo abitano, a tempo libero tutto per sé da utilizzare a piacere, fino alla mattina di pesca sul fiume.   

Dei benefici non gioveranno solo le donne stesse, ma tutta la società in cui esse vivono ed operano, dalla famiglia, agli amici, ai colleghi di lavoro. Si tratta di far capire che queste donne, pilastri nel quotidiano per il mondo che ruota loro intorno, hanno bisogno  di sorridere, rilassarsi e  staccare la mente dai mille impegni e pensieri delle loro vite già pesantemente provate dalla malattia,  almeno per un weekend.


Non è bello ricordarlo, ma nonostante la prevenzione e tutti i progressi della medicina, in Europa il tumore al seno resta la prima causa di morte per patologia oncologica nelle donne, eppure al di fuori degli ambiti medici, l'impatto di questa malattia è ancora sottovalutato.  Certo, si muore meno di un tempo, per fortuna. Ma le sopravvissute hanno alle spalle un calvario che le segna per sempre, fisicamente ed emotivamente, e di questo non si parla quasi mai. 

Loro per prime non lo fanno, sono combattenti silenziose, non vanno in giro sbandierando i loro dolori, nascondono le cicatrici e non solo quelle fisiche.

In un ambiente già di per sé gratificante dal punto di vista naturalistico, si sta fra donne, ci si conosce, si sorride, si chiacchiera, si parla, si impara a tenere una canna in mano, ad avvolgere la lenza, a farla danzare in aria, a controllare il movimento del braccio,  ci si sorprende dalla passione incredibile che gli istruttori trasmettono anche solo spiegando la vita dei fiumi e degli insetti, si gode della natura circostante, si imparano cose nuove, si costruiscono le "mosche" (le imitazioni degli insetti di cui si nutrono i pesci) ed ecco, è già domenica, il terzo giorno: il terzo giorno si va sul fiume e si pesca.



La scoperta del misterioso mondo della pesca con la mosca ha affascinato e appassionato   le protagoniste del primo ritiro di CfR Italia oltre ogni aspettativa: Barbara, Giovanna, Margherita e Ornella hanno prima sorpreso tutti per la velocità con cui imparavano i lanci, durante le lezioni sul prato: “Ah però – era l’osservazione dei coach – sono molto più portate degli uomini!” e poi per la tenacia con cui hanno pescato, perché il leit-motiv sul fiume è stato “Eh no, ora non posso smettere, ora un pesce lo devo prendere!”  E li hanno presi!


Forse approfondiranno questo particolarissimo sport e torneranno a pescare, forse no, ma la cosa davvero importante è che, grazie alla loro positività e alla fiducia riposta nel progetto e nelle persone che hanno incontrato, sono state bene. Immensamente bene. Prima del ritorno a casa, degli ultimi saluti e degli ultimi abbracci, le parole che queste quattro donne speciali hanno scelto per descrivere l’esperienza vissuta grazie al programma di Casting for RecoveryItalia sono state: profonda, emozionante, liberatoria, meravigliosa, indimenticabile, costruttiva, divertente, gratificante e… “non dimenticheremo mai il tempo che ci avete dedicato”

Le loro parole sono la migliore delle motivazioni per andare avanti cercando di migliorarsi sempre e lavorando sodo affinché altre donne possano avere tre giorni tutti per sé, creare nuovi e profondi legami, sorridere, abbracciarsi, guardare con fiducia al futuro.
Casting for Recovery Italia è un progetto promosso e realizzato  da APR Alleanza Pescatori Ricreativi con la collaborazione di Fishing Ladies, CIPM Club Italiano Pescatori a Mosca, Il Volto della Speranza Onlus e il patrocinio di CarraraFiereSrl.
Grazie a: Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale di Carrara ( Maria Pia Muttini, Francesca Federici,  Federica Pucciarelli, Roberta Crudeli, Manuela Simonini)

La coordinatrice del programma: Laura Pisano
Gli istruttori e riverhelper: Massimo Maggiani, Danilo Palermo, Franco del Chiaro, Giancarlo Berlucchi, Adriano Rossi, Stefano Peri.
Partner tecnici e supporter:  Artico, Carson, Fonderia d’Arte Massimo del Chiaro, IFTA, La pesca in Mare, Magrini, Mercatino della Pesca, Pozzolini, Seaspin, Stonfo. 
Avis Carrara, che ha fornito il pulmino per i transfer
Tutti coloro che a titolo personale hanno effettuato donazioni per la realizzazione del ritiro.

Info: segreteria@pescaricreativa.org, referente Laura Pisano

(30 maggio 2017)

Grazie a tutti...

mercoledì 5 aprile 2017

2_2017: Capitan Rusty Hook per "Casting for Recovery"


Siamo stati offline nel momento sbagliato, quando c'erano da dare importanti aggiornamenti sullo "stato dei lavori" relativi all'iniziativa sostenuta da alcuni indefessi ed oberatissimi volontari, Casting For Recovery, e di cui ho già parlato prima..
Ne hanno scritto un pò tutti i blog davvero importanti, le riviste di settore, i gruppi sui social e, sebbene repetita iuvant, non ne scriverò anche io nuovamente.

Questo post vuole ringraziare innanzitutto le persone, pescatori come me e come voi, con milioni di impegni lavorativi e familiari come ognuno di noi, ma che si sbattono come i matti per dimostrare che siamo una categoria e che siamo una categoria che può fare del bene a se stessa, al prossimo ed all'ambiente (leggasi APR). 
Ognuno di noi  credo abbia una missione, una traccia da seguire nella vita, per qualcuno è provare a migliorare il mondo che ci circonda, per sé e per gli altri, per le generazioni a venire anche a costo del pochissimo tempo libero..
Quindi innanzitutto grazie a loro..



Relativamente agli amici del mercatino della pesca invece..
Grazie a tutti voi per aver partecipato a questa ennesima raccolta che ci ha visto, come sempre, uniti e sensibili alle tematiche sociali e della vita reale, quella che si svolge tra le nostre mura quotidianamente. 
Come sempre sono orgoglioso di tenere su questa baracca, ormai da davvero tantissimo tempo, ed una grande parte di questo orgoglio lo devo alla nostra e vostra sensibilità..
Alcuni di voi, giustamente, mi hanno chiesto se avessimo inviato il denaro e come mai non ci fosse nessuna evidenza di questo fatto..
Come già detto, ho fatto il bonifico per la cifra raccolta, 506,00 euro, ed oggi la pagina ufficiale FB di Casting for Recovery ne ha dato comunicazione anche se già eravamo presenti nel loro sito tra i pochissimi (ahimè) sostenitori.
Non è una cifra altissima, avrei sperato in qualcosa di più, ma è molto più di quanto abbia fatto (zero) la stragrande dei colossi produttori nazionali (e non) di materiale da pesca (cosa che mi risulta davvero inspiegabile e non mi si venga a fare la menata della crisi perché ho ricevuto donazioni da amici in gravissime difficoltà finanziarie e lavorative)

Si tratta solo di avere o non avere a cuore certe tematiche ed avere la presunzione che si sia esenti dal "problema". 

Vi ringrazio tutti, davvero tutti indifferentemente, chi ha dato 1, chi 10 o chi 100 perché la donazione è il gesto di generosità per eccellenza e la cui unica misurazione possibile è l'esistenza del gesto in sè e non la quantità di ciò che si è donato.. 

Grazie pertanto a TUTTI indistintamente da parte mia, del forum, dell'Associazione Casting for Recovery e di tutti coloro che si sbattono per sostenerla da dentro.. 

Grazie a nome delle donne che avranno questa opportunità anche un pò per merito nostro. 

Grazie a nome delle tantissime persone colpite direttamente e non da questa terribile malattia che in un modo o nell'altro segna ormai ogni famiglia da decenni.

Grazie.


martedì 28 marzo 2017

1_2017: E siamo ancora qua...


.... 
Il mare, lo sa chi lo vive come (e meglio) di noi pescatori, può essere il posto più tranquillo in cui lasciarsi cullare ed allo stesso modo il peggiore degli incubi in cui doversi costantemente difendere, un pò come la vita in genere.. 
..e ci trovi di tutto tra quelle onde, relitti, braccia tese, pesci, gabbiani, salvagente e piccoli angoli meno tempestosi in cui poter dare fonda all'ancora per un momento di respiro. 


Sono stati periodi cupi in cui non ci siamo fatti mancare praticamente nulla ma in questo mare un pò burrascoso che ha caratterizzato gli ultimi sei mesi di navigazione sapere che questo spazio era qua aveva fornito un appiglio, una leva, su cui esercitare la forza sufficiente a tenersi su.. 


Anche se il tempo per raccontare le storie di pesca è sempre meno, vederlo offline per quasi due mesi, dovendo combattere per recuperare tutto mi aveva davvero fiaccato più di tutta l'ultima navigazione.. 
E pensavo alle ore trascorse a scrivere, alle centinaia di migliaia di parole, alle amicizie nate ed a quelle finite grazie a questo spazio, pensavo alle emozioni che mi aveva regalato e leggere quell'orribile messaggio restituito dal browser impietoso mi sconsolava...


Alla fine però, e lo sa bene chi pesca, prima o poi il mare si calma e la rotta diventa sicura, serve solo tenere botta, le mani sul timone, gli occhi fissi alla prua ed alla bussola ed aspettare..


Ce l'abbiamo fatta, sani e salvi ormai fuori dal fortunale con questa vecchia barca puzzolente ancora in grado si galleggiare e tanta voglia di raccontare qualcosa senza nessun fine economico, senza alcun ritorno se non la soddisfazione di condividere ciò che il mare ci regala giorno dopo giorno senza chiederci in cambio nulla oltre il dovuto e doveroso rispetto..


Racconteremo ancora qualcosa, forse, e venderemo cara la pellaccia perché si sa, 
"l'erba tinta un mori mai" (l'erba cattiva non muore mai).


Buon vento a tutti e che Poseidone vegli sempre benevolo lungo la nostra rotta..


mercoledì 28 settembre 2016

FISHART: evoluzione di un lure builder...


Capita sempre che quando si tiene particolarmente ad un pezzo lo si rimandi troppo, in attesa di avere il giusto tempo e la giusta concentrazione per scriverlo. Questo è uno di quei casi. 



È sempre particolarmente piacevole poter riparlare di qualcuno di cui si è già scritto tanto tempo prima per tantissimi motivi, primo tra tutti la constatazione e certificazione che il tempo non ha esaurito la creatività del costruttore. 




In questo caso particolare il tempo non soltanto non ha intaccato quella vena ma addirittura l’ha aiutata ad evolversi in qualcosa di differente e, a mio avviso, estremamente e piacevolmente particolare.. Di che parliamo e soprattutto, di chi parliamo? 



Parliamo di un amico palermitano, ottimo spinner della mia terra, ottimo autoscostruttore e grandissimo conoscitore, come già scritto in passato, del mare, dei suoi respiri, dei movimenti, uno di quelli, come tanti di noi, che non riesce proprio a starne lontano in nessun modo, parliamo di Antonio aka Tonio aka Toniolures.. 




Tonio è uno con la mente creativa e con una innegabile e grandissima manualità, caratteristiche che lo hanno portato nel tempo a progettare e realizzare tantissimi artificiali ben funzionanti destinati allo spinning ed alla pesca ricreativa in genere (o sportiva, come eravamo abituati a chiamarla qualche tempo fa). 






Ad un certo punto proprio quando l’abitudine e la ripetitività rischiano di soffocare quella creatività innata, è là che più o meno inconsapevolmente arriva un cambiamento.. Cosa è diventato quindi il costruttore di artificiali Tonio di cui avevamo parlato tanti anni fa? Bhè.. È diventato tutt’altro ed è riuscito da farlo senza allontanarsi da suo, nostro, elemento preferito.. 



Oggi Tonio recupera pezzi di tavole e legna e materiali restituiti dal mare, levigati dal tempo, dai ciottoli delle battigie, pregni di sale, erosi dalle onde e li trasforma, dà loro una nuova vita consentendogli di diventare immortali.. E’ cosi che questi oggetti passando per le sue sapientissime mani diventano pezzi di arredamento, parti di noi, piccoli frammenti dell’immaginario di ogni spinner e pescatore che si fissano per sempre nei nostri spazi.. 



Le sue realizzazioni, tutte a tema marino/marinaro sono in parte visionabili nel suo sito FISHART e possono essere acquistate contattandolo direttamente agli indirizzi da lui indicati o nella pagina che gli ho dedicato sul forum..




 Ecco, ci sono voluti sei mesi da quando ho promesso a me stesso che avrei scritto questo pezzo ed alla fine sono qua sperando di aver regalato ai miei amici un pizzico dello stesso stupore che provo io ogni volta che vedo aggiornato il suo account instagram i.sea_ o il suo sito.. 





Avrei voluto pubblicare tutte le immagini ma avrei tolto il gusto di andare a visitare personalmente la sua galleria quindi buona navigazione, alla prossima e..
che Poseidone sia sempre benevolo con noi poveri mortali..

Tutti i diritti sulle immagini pubblicate sono riservati.  La pubblicazione delle stesse deve essere autorizzata dall’autore.

martedì 8 marzo 2016

Del censimento, della pesca e di altre sciocchezze..

Spero non me ne abbia il Maestro F.G. per questa citazione ben meno poetica di una delle Sue opere più belle ma la tentazione è stata troppo forte per resisterle..


Oggi, come ogni anno da tantissimi a questa parte, mi sono preparato a far il giro delle telefonate a tutte le centomila Amp sparse lungocosta in Sicilia, per il rinnovo delle centomila le istanze relative alla pesca ricreativa, all'autorizzazione alla  navigazione, all'ancoraggio, alla fotografia, alla contemplazione dei tramonti e delle albe, ai bagni ed a chissà quanto altro ancora si inventeranno per chiederci denaro.. Si, perché noi paghiamo per pescare, per navigare, anche solo per attraversare un tratto di mare, per fotografare, per guardare, per respirare l'aria del "nostro" mare.. Paghiamo già una bella tonnellata di euri ogni anno per non aver noie ed anche per questo come in tutti gli altri eravamo pronti a farlo...

- Pronto? Amp tiziocaiomartino..
- Buongiorno, chiamo per il rinnovo dell'istanza per la pesca ricreativa
- Si, ma c'è un problema
- Quale?
- Non possiamo rinnovargliela
- Perché?
- Siamo in attesa di indicazioni dal ministero.
- In che senso? è attesa qualche variazione al regolamento?
- No, nessuna variazione.. C'è un problema relativo al censimento.
- Nessun problema, lo abbiamo come sempre..
- No, il problema è che il censimento, la cui validità era stata prorogata sino al 31/12/2015 è nei fatti scaduto per cui il documento non è valido.
- Non capisco..
- Il tesserino che lei ha e che produce ogni anno per il rinnovo delle sue autorizzazioni è scaduto. Praticamente, essendo obbligatorio tra la documentazione che va presentata, rende la pratica non presentabile.
- Mi scusi, ma questo vuol dire che non posso proprio uscire neanche altrove, allora?
- Certo.. Vuol dire che, per termini di legge, non può praticare la pesca ricreativa o sportiva su tutto il territorio nazionale sino a che il MIPAAF non avrà deciso in merito. 
- Quindi non serve neanche che io chiami alle altre amp?
- No, non serve, le diranno la stessa cosa.
- E se il tempo consentisse una uscita per mare?
- A suo rischio e pericolo. Sarà sanzionabile ad opera degli organi di controllo



....

E sticazzi!! Aggiungo io..

Questa la conversazione telefonica intercorsa stamani..
Poi dice che uno prova degli istinti malsani.. 

Ho provato a documentarmi cercando sul sito del ministero, ho provato a trovare spiegazioni, parlato anche con amici che effettuano i controlli e la tragica verità emersa è che siamo tutti, indistintamente, a rischio contravvenzione, chi va per mare, chi lancia a spinning, chi pesca a bolognese, chi organizza gare.. Tutti..
Basterebbe un controllo per rendere una giornata di relax qualcosa di differente..
Non esprimerò alcun commento personale perché credo ci sia davvero poco da dire in tal senso ma la sensazione che ho è che stiamo scivolando sempre più, anche noi che pensavamo di avere un piccolo angolo di serenità, nell'inferno della burocrazia..


Occhio amici miei.. Occhio.. 



domenica 20 dicembre 2015

Inchiku fishing: Eminenze Grigie


"Perché hai il giubbotto rosso?"
"Perché porta fortuna"

Comincia così la nostra giornata di pesca.. L'abbiamo pensata per tutta la settimana. Forse - il forse è obbligatorio perché il nostro mare è più imprevedibile del caso - riusciremo a trovare le condizioni per calare i nostri artificiali su quei pesci che questa estate ci hanno lasciati due o tre volte a bocca asciutta. 
Supponiamo siano loro, ne abbiamo anche parlato con i nostri pochissimi amici avvertendo ogni volta nei loro occhi quel punto di compassione benevola che si concede affettuosamente a chi ostenti convinzioni poco convincenti.. 


Inizia con quest'alba la nostra uscita per mare, mozzafiato come sempre.
Al mio fianco, il compare travestito da David Crocket si agita in barca durante la navigazione, non riesce a stare fermo neanche nel sonno, credo.. 


Parliamo delle cernie, speriamo ci siano le condizioni per scendere dove nessuno scende e provare dove nessuno prova. Sorridiamo scherzando sul nostro concetto di "deep inchiku" confrontandolo con quello dei tanti profondisti con cui spesso chiacchieriamo.. "Deep" non è un numero, non è una quota, nessun limite se non quelli fisici legati ai nostri avambracci e quelli relativi alla capienza dei mulinelli..

Scendiamo anche questa volta oltre i 330 mt. complici la mancanza assoluta di corrente lungo la colonna d'acqua e quella di scarroccio in superficie. Tra noi ed il fondo i nostri inchiku fatti in casa da 450 grammi abbondanti che impiegano un'eternità ad arrivare ma li sentiamo, riusciamo a muoverli nonostante quella distanza assurda..



Loro ci sono questa volta e questa volta sono piccole quel tanto da consentirci di vincerle e vederle, grigie come il fumo, forti per oltre cento metri della lunghissima risalita a causa del recupero lentissimo dei nostri 4:1..



E' andata bene.. L'importante è essere convinti di alcune cose e non darsi limiti.. 
Perchè questo post? Perchè mi andava, perchè sono catture che probabilmente non faremo più, perchè per pescare ci vuole tanta caparbietà, tanta capacità di osservazione, tanta memoria e soprattutto tanta fortuna e noi oggi ne abbiamo avuta..



..al prossimo pesce strano..

mercoledì 6 maggio 2015

Tonno Rosso: l'eterna buffonata europea


Mi piace il Tonno Rosso, mi sta simpatico e quando lo incontriamo fuori periodo è sempre un piacere vederlo filare via o perderlo con consapevolezza e volontarietà..
Lo considero un grande animale, al pari degli elefanti, dei rinoceronti, indifeso e vessato dall'ingordigia degli esseri umani e dalla loro stupidità..



Attenzione! Non sono per il rilascio integrale, che sia chiaro.. 
Io (come tanti), nel periodo in cui si può, pur non andando specificamente alla sua ricerca, se capita e nel rispetto di regole, leggi e procedure, lo trattengo con piacere ma non nego che potrei vivere tranquillamente senza pescarlo e senza provarci.
Perché allora questa rabbia ogni volta? 
Perché la frustrazione ogni anno quando vengono assegnate le quote?
Perché mi fa rabbia che questo animale, maestoso ed in pericolo, venga utilizzato dai politici come merce di scambio.. Le quote, non me lo toglierà mai nessuno dalla testa, sono diventate uno strumento e chi non ha voce - e noi non ne abbiamo - per farsi ascoltare vede comunque le proprie ridotte, di anno in anno o, come in questi 2014/15/16 (perchè adesso si parla di assegnazioni triennali), non aumentate proporzionalmente.. 

Perché mi fa rabbia?
Perché dall'altra parte ci sono i professionisti che macinano banchi di tonni in pochi minuti, banchi che farebbero felici centinaia di "ricreativi" per anni.. Pochi minuti per polverizzare le proprie quote scaricando anche quelle dei poveri ed insignificanti fanalini di coda del mondo della pesca in mare, noi ricreativi.
Perché mi fa rabbia?

Perché dobbiamo anche mantenerli quei  professionisti, dobbiamo aiutarli a distruggere in un secondo un banco di migliaia di esemplari magari senza neanche dichiararne per intero la cattura.. 

Perché mi fa rabbia?
Mi fa rabbia perché loro prelevano tutto l'anno, perché strascicano dove non è concesso, calano reti in foce, a pochi metri dalle battigie, eppure i governi europei continuano a privilegiarne le attività ignorando l'esistenza di un comparto economico enormemente produttivo che basa sui pescatori ricreativi..

Perché mi fa rabbia?
Perché ogni anno alla chiusura, sempre più vicina alla data di apertura, giuro a me stesso che l'anno successivo non me la prenderò più di tanto ed invece non riesco.
Oggi l'ennesima notizia arrivata dal blog di APR che tra le prime pagine web ha fatto rimbalzare il link governativo con tutte le specifiche...

Grazie per l'attenzione, gentilissimi e preparatissimi tecnici al governo, tornate alla carica con il pagamento della licenza.. Si si.. Tornate alla carica che siamo tutti in trepidante attesa di foraggiare i professionisti e riempire le vostre e le loro tasche.. Tornate..

Dimenticavo
#iononpago

cerchiamo di ricordarcene quando sarà il momento.. 



lunedì 27 aprile 2015

Ray Collins Photographer and Artist: Man and the sea



"Free man, you will always cherish the sea!
The sea is your mirror; You contemplate your soul
In the infinite unrolling of its billows;
Your mind is an abyss that is no less bitter.."

"Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer.."



L'onda è da sempre la voce del mare, è il suo respiro rigeneratore, il suo braccio. E' inarrestabile, caparbia, insiste potente per secoli e senza sosta contro la stessa roccia. Sempre uguale e sempre differente.. E' l'espressione della forza, è figlia del vento, vita e morte, è imprevedibile e muta se stessa di momento in momento scorrendo  sempre differente alle sofferenze umane.. 
.. e quante ne abbiamo viste tantissimi noi pescatori, viste e sentite, attese, sfidate e temute..


Il mare, come scriveva Baudelaire, è il nostro specchio e l'onda che incessantemente vi si svolge è la nostra anima profondamente inquieta. 


Mi sono imbattuto per caso nelle foto di Ray Collins e sono rimasto allibito,  spaventosamente colpito.. Ogni immagine è un istante di sospensione, è fragorosa, potente.. Montagne d'acqua imponenti ed impetuose che sovrastano l'orizzonte..
Masse gigantesche di energia trafitte da luci ed ombre affascinanti e misteriose.


Ray Collins è un interprete della natura, un amante del mare, un grande fotografo sicuramente unico che porta di giorno in giorno, di foto in foto, il suo stesso limite sempre più avanti. 


Ogni foto racconta una propria storia, un diverso momento, un viaggio.. Ognuna di quelle creature è frutto di studio, pianificazione, sacrificio.
Guardando le sue foto comprendiamo meglio quanta energia si nasconda nel mare e quanto facile sia restarne travolti.. 


Immobilizzata come un solido ogni onda diventa una montagna, ogni cresta una roccia, ogni piega una parete.. 

Il sito, RayCollinsPhoto.com è ipnotico, splendido esattamente come la pagina Facebook o l'account Instagram RayCollinsphoto e consiglio a chiunque ami il mare, lo rispetti e lo tema, di visitarli.. Vi sembrerà di non aver mai visto un'onda..

Thanks Ray..

Ringrazio moltissimo Ray per avermi autorizzato a raccontare delle sue foto  
e ricordo a tutti che l'uso di tale materiale senza le necessarie autorizzazioni rilasciate dall'autore è proibito.