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martedì 8 marzo 2016

Del censimento, della pesca e di altre sciocchezze..

Spero non me ne abbia il Maestro F.G. per questa citazione ben meno poetica di una delle Sue opere più belle ma la tentazione è stata troppo forte per resisterle..


Oggi, come ogni anno da tantissimi a questa parte, mi sono preparato a far il giro delle telefonate a tutte le centomila Amp sparse lungocosta in Sicilia, per il rinnovo delle centomila le istanze relative alla pesca ricreativa, all'autorizzazione alla  navigazione, all'ancoraggio, alla fotografia, alla contemplazione dei tramonti e delle albe, ai bagni ed a chissà quanto altro ancora si inventeranno per chiederci denaro.. Si, perché noi paghiamo per pescare, per navigare, anche solo per attraversare un tratto di mare, per fotografare, per guardare, per respirare l'aria del "nostro" mare.. Paghiamo già una bella tonnellata di euri ogni anno per non aver noie ed anche per questo come in tutti gli altri eravamo pronti a farlo...

- Pronto? Amp tiziocaiomartino..
- Buongiorno, chiamo per il rinnovo dell'istanza per la pesca ricreativa
- Si, ma c'è un problema
- Quale?
- Non possiamo rinnovargliela
- Perché?
- Siamo in attesa di indicazioni dal ministero.
- In che senso? è attesa qualche variazione al regolamento?
- No, nessuna variazione.. C'è un problema relativo al censimento.
- Nessun problema, lo abbiamo come sempre..
- No, il problema è che il censimento, la cui validità era stata prorogata sino al 31/12/2015 è nei fatti scaduto per cui il documento non è valido.
- Non capisco..
- Il tesserino che lei ha e che produce ogni anno per il rinnovo delle sue autorizzazioni è scaduto. Praticamente, essendo obbligatorio tra la documentazione che va presentata, rende la pratica non presentabile.
- Mi scusi, ma questo vuol dire che non posso proprio uscire neanche altrove, allora?
- Certo.. Vuol dire che, per termini di legge, non può praticare la pesca ricreativa o sportiva su tutto il territorio nazionale sino a che il MIPAAF non avrà deciso in merito. 
- Quindi non serve neanche che io chiami alle altre amp?
- No, non serve, le diranno la stessa cosa.
- E se il tempo consentisse una uscita per mare?
- A suo rischio e pericolo. Sarà sanzionabile ad opera degli organi di controllo



....

E sticazzi!! Aggiungo io..

Questa la conversazione telefonica intercorsa stamani..
Poi dice che uno prova degli istinti malsani.. 

Ho provato a documentarmi cercando sul sito del ministero, ho provato a trovare spiegazioni, parlato anche con amici che effettuano i controlli e la tragica verità emersa è che siamo tutti, indistintamente, a rischio contravvenzione, chi va per mare, chi lancia a spinning, chi pesca a bolognese, chi organizza gare.. Tutti..
Basterebbe un controllo per rendere una giornata di relax qualcosa di differente..
Non esprimerò alcun commento personale perché credo ci sia davvero poco da dire in tal senso ma la sensazione che ho è che stiamo scivolando sempre più, anche noi che pensavamo di avere un piccolo angolo di serenità, nell'inferno della burocrazia..


Occhio amici miei.. Occhio.. 



lunedì 9 febbraio 2015

Jack Fin: L'attacco del carangide italiano..


Devo confessare che lo scorso anno, quando un amico mi chiese uno piccolo spazio sul forum per poter raccontare dei propri artificiali autocostruiti, non immaginavo quello che in meno di dieci mesi sarebbe successo. Perché? Forse perchè di artificiali autocostruiti ne abbiamo visti tanti? Forse perchè abbiamo visto tantissimi autoscotruttori che partiti sull'onda della passione per i materiali e del desiderio di plasmarli piegandoli alle proprie esigenze hanno poi finito per saturare il mercato che loro stessi avevano creato diventando essi stessi più di quanti quel mercato potesse contenerne? Forse perchè ormai sembra, a me per primo, che ci possa essere davvero poco da inventare? Non lo so il perchè ma, sebbene i manufatti in questione fossero davvero splendidi sia dal punto di vista funzionale che estetico, ero convinto, sbagliando, che quel progetto avrebbe fatto lo stesso percorso di tantissimi altri a cui avevamo assistito soprattutto tra le assi ed i cordami di questo vecchio e puzzolente peschereccio che di autocostruttori si è sempre e soprattutto occupato.. 



Bene, niente di più sbagliato.. 
In meno di dieci mesi la pinna del carangide, "Jack Fin" ha fatto esattamente quello che il nome lasciava presagire, uno scatto potente e veloce differente da qualsiasi altro e tipico proprio del predatore costretto a vivere in un ambiente saturo in cui la competizione richiede grandi ed innovative peculiarità indispensabili alla sopravvivenza..


Chi è Jack Fin?    
Jack Fin è un progetto che nasce da una grande amicizia quella tra Simone  Lorenzo entrambi spinners, entrambi autocostruttori delle proprie esche ed entrambi con spiccate doti artistiche e di manualità.



La pulsione iniziale è sempre la stessa: il mercato per quanto si sforzi di lanciare esche in continuazione, non riesce mai a coprire sempre tutte le esigenze reali dei singoli pescatori nei particolari spot e nelle condizioni di pesca a loro più congeniali quindi non resta altro, se si è in grado, di tentare a costruirsi i propri inganni magari mettendoci dentro tutta l'esperienza accumulata nel tempo..




Come in un percorso obbligato tutto inizia sempre dal legno, unico inimitabile materiale la cui versatilità lo rende il preferito di chiunque inizi a scolpire.. Il legno per fare, il legno per progettare, il legno per studiare nuove forme e differenti movimenti.. Ma il legno, si sa, è vivo, cambia nel tempo la propria struttura, si alleggerisce, si appesantisce, assorbe le influenze esterne e diventa il padrone, spesso, del proprio movimento.. 



Non che questo sia un difetto, attenzione.. Io sono un grande sostenitore della vecchia balsa intagliata a mano dal buon Lauri da cui tutto ebbe inizio... Ma è chiaro che quando le cose prendono una certa piega e gli obiettivi diventano quelli di provare a produrre articoli che siano sempre coerenti e costanti nel tempo, si deve per forza cercare soluzioni più stabili a discapito della "naturalità".



Nella nuova sfida Simone e Lorenzo ci si sono gettati a capofitto studiando materiali e tecniche dal nulla, importando da rami di industria non proprio inerenti alla pesca sportiva, conoscenze da applicare alle sopraggiunte esigenze.. Decidere un passo di questa portata non è mai indolore e, come mi racconta Lorenzo, il farlo gli è costato tempo, investimenti, studio e soprattutto l'impossibilità di vedere immediatamente realizzato un progetto come invece avviene con il legno, ma è il prezzo da pagare per ottenere uno standard di qualità sempre costante senza scostamenti significativi tra un artificiale e l'altro. 



Oggi tutta la linea è in resina pur prendendo sempre vita dal legno dopo decine e decine di prototipi e migliaia di lanci, progetti e variazioni ed aggiustamenti, ma le lavorazioni restano comunque artigianali ed i passaggi effettuati tutti manualmente. Ogni progetto nasce da feedback ricevuti, da test, da prove sul campo ed esigenze prima di tutto personali e poi solo dopo tanto, tantissimo diventa un artificiale.. 



Nella storia, immediatamente sin da subito, la collaborazione con un grandissimo marchio italiano, Molix, che spesso abbiamo visto essere protagonista di queste pagine, ha portato ad un livello ancora più alto il neonato e stracolmo di potenzialità Jack Fin ed oggi a meno di dieci mesi da quella telefonata gli artificiali Jack Fin interamente ed in ogni passaggio made in Italy 



sono già in vendita negli store di tutto il mondo ed hanno fatte assaggiare le punte dei propri ami a quasi tutte le specie preferite dagli spinners di ogni angolo del pianeta regalando ai due amici una delle soddisfazioni più grandi e testimoniando che in fondo credere ad un progetto con tenacia e capacità alla fine può pagare anche quando sembra non ci possa essere nulla da dire. 



Aggiungiamo a questo il primo tonno portato sotto barca con un artificiale a cui si è lavorato personalmente ed ogni singola cattura effettuata e si arricchisce ancora di più quel bagaglio di soddisfazioni indispensabile a motivare ed andare avanti sempre nella stessa direzione.



Oggi il parco artificiali conta già sei modelli: Sandy, Salty Dog 100, Kuda, Stylo 210, Argo 75 e Pelagus 165-S.


Io ho provato soltanto lo Stylo, bellissimo needle capace di tagliare qualsiasi vento e volare lontanissimo senza temere onde e mare ma immagino che la stessa qualità e cura applicate agli altri modelli abbiano prodotto grandissimi risultati.


Scegliere dal sito web Jack Fin.it dagli spazi di Simone e Lorenzo e dalla pagina FB Jack Fin le foto da inserire in questo post non è stato per nulla facile.. Avrei voluto scaricarle tutte o quasi ma così avrei tolto a voi il piacere di visitarli per cui buona navigazione..

I video degli artificiali sono disponibili nel canale youtube del marchio.


Ieri i più fortunati di voi avranno visto in diretta alla fiera di Vicenza quello che in queste poche righe ho cercato di descrivere, io mi contenterò delle foto..

Mi spiace non aver scritto immediatamente già dieci mesi fa questo pezzo ma averlo fatto oggi mi ha comunque consentito di raccontare meglio più che la storia di una artificiale, quella di un sogno realizzato in un tempo che definirei record..
...meglio tardi che mai.. :)


Grazie Simone e Lorenzo per la vostra disponibilità e pazienza.. 




martedì 7 gennaio 2014

Strani Incontri.....

Buona Sera amici cari, il latitare da queste pagine non vuole dire necessariamente non confrontarsi con il mio elemento preferito, anzi direi che forse si passa più tempo in acqua che sulla tastiera e questo per il momento è quello che preferisco. Oggi mi sono imbattuto in uno strano e particolare animaletto, non è stata una cattura anche se in realtà mi sarebbe piaciuto ma del ritrovamento del cadavere se così si può dire di un pesce flauto, animale che avevo avuto l'occasione di vedere nel oceano indiano ma della cui presenza nel mare del Nord Sardegna non ero assolutamente al corrente, il pesce era morto da molto poco da come si può notare anche dall'occhio, sono curioso di sapere se altri di voi hanno avuto l'opportunità di incontrare quello che reputo uno dei pesci più buffi che si possono trovare in circolazione.
Ps la faccia schifata è data dalla quantità incredibili di muco di cui il pesce è completamente ricoperto 








giovedì 16 maggio 2013

Seaspin,Edge Rods and Gary Loomis


Ci sono notizie alle quali è difficile rimanere indifferenti, ci sono incontri che possono cambiare la vita, ci sono momenti in cui è doveroso brindare


Questa foto è stata scattata nel ottobre del 2012, ci sono Stefano Pisu di Seaspin e c'è la leggenda della pesca sportiva Gary Loomis, un evento nato per mostrare al pubblico le nuove labrax e labraxina nate dalla collaborazione tra l'azienda Sarda e il mito, questo è un motivo valido per brindare, poi c'è il dopo, l'evoluzione... 
L'ingredienti sono i seguenti, una azienda dinamica, un uomo leggendario, nuove idee, passione, un pizzico di follia, salsa yankee, una cassa di geki di mare e creatività italiana,  mescolate, centrifugate, attendete con calma poi mettete con pazienza il tutto a riposare ed ecco che in attesa del EFFTEX 2013 viene annunciata la collaborazione tra Edge Rods  la nuova compagnia di GL ( uno è davvero famoso quando bastano le iniziali per rappresentarlo) e Seaspin  che nel nostro paese non ha bisogno di presentazioni e che sta invadendo anche i lidi stranieri. Frutto di questa collaborazione sarà un intera serie di canne, ben sessanta (60) modelli concepiti  sia per la pesca Freshwater che Saltwater prodotti a Woodland, Washington, Stati Uniti dal team di Gary per coprire qualunque situazione di pesca nel Mar Mediterraneo, un sogno che si avverrà per tutti quelli che hanno sempre aspettato che un marchio con grande tradizione ideasse dei prodotti nati e concepiti per le nostre acque, una notizia che merita 10, 100, 1000 e anche più brindisi 

Complimenti al Team Seaspin per questa nuova e fantastica avventura 



mercoledì 6 marzo 2013

Lo strano caso del Tonno A pinne Gialle.....




Notizia incredibile quella pubblicata dal quotidiano Unione Sarda , a quanto pare un povero esemplare di TONNO A PINNE GIALLE, specie molto molto rara, si era persa nel porto di Villasimius inseguendo un branco di barracuda. Il Povero TONNO A PINNE GIALLE è una specie tutelata da Green Peace, ed è ben più raro nel mediterraneo del già maltrattato tonno rosso, come ben evidenzia la redazione del giornale sardo. L'articolo accompagnato da un video subacqueo ripreso da un pescatore dilettante  mostra il povero esemplare (forse unico del suo genere) di TONNO A PINNE GIALLE girare per i bassifondi della marina sarde. Indispensabile l'intervento della Guardia Costiera , che accompagnato a largo con il proprio gommone il povero pesce ha messo fine a questa particolare storia,  in che modo sia stato possibile scortarlo non è dato saperlo, ma presumo  tenendolo per LA PINNE GIALLE,  questo rimarrà un mistero di cui non sapremo mai la verità, rimane invece  il video testimonianza, tra l'altro di ottima qualità di questo TONNO A PINNE GIALLE che vaga per il porto, triste per essersi perso, forse disperato per essere l'unico esemplare di TONNO A PINNE GIALLE



Da oggi rimarrà sempre nei miei pensieri, piccolo e dolce TONNO A PINNE GIALLE noi dello staff di SRM  ci proponiamo per adottarti con gran piacere....


mercoledì 6 febbraio 2013

Marlin Vs Boat..

A volte ci sono notizie così incredibili che veramente diventa difficile credere non sia frutto della fantasia di qualche burlone, ma a volte ci sono notizie così incredibili e affascinanti che ti piacerebbe fossero reali, capita spesso di abbassare la guardia dello scetticismo perché a volte serve anche sognare un po' e nell'era del Tam Tam Digitale ci si trova a parlare di eventi geograficamente remoti come se fossero fatti accaduti dietro l'angolo di casa, ma purtroppo io non vivo vicino a un mare così "vivo" come quello del Golfo di Panama teatro della vicenda , ma il lontano aiuta a sognare, questo si è sicuro, quindi voglio credere che nel gennaio di quest'anno un charter che opera in SudAmerica è riuscito ad agganciare un Marlin Nero veramente grosso ma più che altro veramente incazzato, si narra o si racconta che tale pesce sia riuscito nei suoi spettacolari salti ad affondare la barca a cui era allamato, si avete capito bene AFFONDARE non parliamo di pescatori che finiscono in acqua trascinati dal pesce o da pesci che volano nel pozzetto come se volessero trafiggere il pescatore di turno, ma si parla o si narra di una da traina di dimensioni di tutto rispetto che è stata capovolta dalla furia del Re Nero, leggenda da bar o meglio ancora da taverna, se non fosse che un ospite di una barca vicina sempre dello stesso charter (West Coast Fishing Club) abbia ritratto con la propria macchina fotografica un incredibile sequenza, capisco che nell'era di Photoshop qualunque cosa sia possibile, ma sinceramente a me piace pensare che sia successo e che sia possibile una cosa del genere, per la cronaca l'intero equipaggio del Abundancia (il charter affondato) è rimasto illeso, la notizia ha presto divulgata da Marlin Magazine (grande rivista) ha fatto il giro del mondo e io ringrazio il nostro B-Friend di MoldyChum  per le solite notizie interessanti, pazze e a cui a volte è bello credere...
voi che ne dite?








mercoledì 1 agosto 2012

Chiusa!! And now only for gaming..


Anche per quest'anno è andata e la caccia al gigante rosso, finalizzata alla tavola, viene chiusa definitivamente con D.M. 19361 del 31 luglio.
Quote prelevabili raggiunte per noi pescasportivi relativamente al 2012 ma quest'anno si resta con meno amaro in bocca ed affrontare il gigante non rimane un sogno proibito sino al prossimo 2013 dato che potremo cercarlo e combatterlo senza alcuna limitazione a patto che si rilasci il nostro avversario perfettamente in salute..
Il tutto ovviamente SOLO e SOLTANTO per i mezzi nautici dotati della indispensabile autorizzazione.



Questa è la novità del 2012 che riconosce ai pescatori sportivi il diritto di esistere come categoria oltre che ratificare l'esistenza del C&R come possibile ispirazione delle nostre battute..
Per tutte le informazioni relative all'argomento vi rimandiamo a quello che oggi è l'organo più documentato (Capitanerie a parte) nonchè l'unico a rappresentarci, A.P.R. 


mercoledì 20 giugno 2012

Punta sul Rosso purchè sia per gioco..


E' di oggi la notizia che stamattina è stata lanciata anche  A.P.R. nel sito ufficiale secondo cui a far corso da adesso ed a tempo indeterminato sarà possibile, ai pescatori ricreativi che abbiano ottenuto l'indispensabile autorizzazione, insidiare il Tonno Rosso per tutto l'anno e senza limiti di quote purchè venga praticato sempre il Catch And Release. 
Non so se questo mi lascia contento e non mi vergogno a dirlo.. Di certo il Tonno Rosso è il più forte e temibile avversario che un pescatore sportivo possa incontrare per cui mi rendo conto che per tanti significherà avere un'opportunità in più per poterlo affrontare anche quando le quote prelevabili a noi destinate saranno state raggiunte e la pesca verrà ufficialmente chiusa. 

Ovviamente, come leggerete anche su APR ogni cosa ha due risvolti e contestualmente alla "concessione" sono state anche sottratte 24 tonnellate circa alla quota prevista per i "non professionisti".. 



Vorrà dire però che tra i tantissimi che affronteranno questo gigante armati correttamente, probabilmente vi sarà anche chi penserà di poterlo combattere con una cannetta ed un artificialino. Speriamo che questa "concessione" che è stata riconosciuta a noi pescatori ricreativi, noi la si sappia ben amministrare e che non ci si ritrovi con un'infinità di tonni morti per ipossia in fondo al mare dopo combattimenti estenuanti durati ore a causa di pescatori armati di ottime intenzioni ma attrezzi inadeguati. 


Personalmente non critico chi lo insidierà tutto l'anno ma penso che ci si possa divertire anche lasciandoli in pace come fatto sino ad oggi, ma è solo un MIO punto di vista e non del Saltwater Rusty Memories e dei miei compagni di "penna"..

Di certo questo rappresenta un atto ufficiale da parte del legislatore che ci riconosce come categoria esistente..



giovedì 12 aprile 2012

CatchBook, The Social Fishing Journal

Siamo nell'era del Social, del Network, della condivisione, poca importa se poi siamo tutti più soli, poco importa tanto esiste l'illusione di avere tantiiiii amici, ha volte rifletto su tutto questo e rimango stranito, ma bisogna prendere tutto per il verso giusto e cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se rimango dell'idea che i pessimisti sono solo degli ottimisti ben informati. Tra le tante nuove Social Idea, credo che vada la pena di parlare di CatchBook un applicazione anzi scusate un App per tutti i possessori di melafonini, si tratta di un programma creato dallo staff di Field&Stream, un sito che frequento spesso e in cui posso affogare nell'American Dream


questa App non è niente altro che la versione digitale del famoso Taccuino del pescatore, quel fantomatico tesoro che molti pescatori usato per annotare le varie uscite, un oggetto così misterioso che non possedendolo sono pure convito che sia una leggenda metropolitana, ma quanto pare, anzi a quanto si mormora il caro Sanna Mauro ne possiede uno, si dice, anzi si mormora (il paese è piccolo) che il suo sia in pura pelle di barracuda, ma queste sono storie da bar, anzi da taverna! Comunque sia questa App permette di annottare tutti i vari parametri, come temperatura dell'acqua, pressione atmosferica, cielo coperto e non, giorno, ora e pure mappa, ossia è possibile mappare le catture in modo da poterle condividere con i vostri amici che possiedono la stessa applicazione, l'idea è abbastanza bella


 sarebbe molto divertente anche se credo che il discorso di dover mostrare il luogo delle proprie catture non andrebbe molto bene all'italico pescatore, ma non preoccupatevi


il sottoscritto dopo aver scaricato l'applicazione si è subito accorto che funziona solo per i cari pescatori americani, peccato ero pronto a condividere pagine e pagine di paesaggi :), for the american users this is the app store LINK , per tutti gli altri potete dormire sogni tranquilli e omertosi :)

mercoledì 11 aprile 2012

Talk With Shimano!

Volenti o Dolenti, bisogna ammettere che il Social inteso come piattaforma è un gran mezzo per comunicare, Volenti o Dolenti è un sistema perfetto per avere feedback diretti, per questo motivo è nato da poco tempo il canale ufficiale di Shimano Italia, quindi consiglio a tutti gli amanti del "libro delle facce" di dare uno sguardo al seguente link in modo da avere un contatto diretto con uno dei protagonisti della pesca sportiva...




giovedì 29 marzo 2012

Sardinian Japan Manga

Credo che per tutti noi che siamo cresciuti a pane e manga e che già in tenera età avevamo il germe della Japan Mania, sia emozionante poter vedere questo documentario animato tratto dal romanzo Tottoi di Gianni Padoan e ambientato tutto in Sardegna, è la prima volta che vedo bere cannonau in un cartone animato. Che dire Arigato! 
Grazie di cuore al grande D-D aka Dino Aka Raimondino per la segnalazione ;)


domenica 11 marzo 2012

Mediterranean Tropicalizzation

Che il nostro mare si stesse tropicalizzando lo avevamo capito da una serie di segnali che negli ultimi anni raccogliamo con una certa costanza. Così, tanto quanto vediamo anno dopo anno l'incremento esponenziale in taglia, periodo e quantità di specie non autoctone e senza avversari naturali quali il nostro amato Barracuda ed il divertentissimo Pesce Serra, adesso assistiamo ad episodi sempre meno sporadici che riguardano specie sconosciute sino ad oggi nel nostro bacino..


Ieri un amico mi ha girato una notizia relativa alla cattura di un Pesce Palla nello Stretto di Messina. La specie, in altre varianti, è presente nella Sicilia meridionale e viene catturata abbastanza frequentemente dai pescatori che hanno la possibilità di uscire oltre le 12 miglia a sud verso i banchi tra l'Italia ed il continente africano. La particolarità di questa cattura, come sottolineato dalla
Repubblica, è che riguarda una specie estremamente pericolosa, il Lagocephalus Sceleratus che, proprio come il collega nipponico con cui viene preparato il FUGU, se ingerito o toccato a mani nude procura la morte a causa della tetratossina prodotta dal suo fegato, dalla pelle e dalle gonadi e che induce una paralisi progressiva di tutti i muscoli sino al soffocamento.

Questo altro strano pesce era stato catturato lo scorso anno, in grande quantità da un amico catanese che senza andare tanto per il sottile, nonostante non lo avesse riconosciuto, lo ha mangiato :o(


Sono sempre rimasto con la curiosità di identificarlo anzi approfitterei dell'occasione per chiedere ai nostri lettori se ne hanno mai incontrato uno..

Di certo non possiamo impedire ai pesci di passare dal Mar Rosso al Mediterraneo ma attenzione, colleghi, moltissima attenzione a ciò che peschiamo, tocchiamo o mangiamo.


venerdì 2 marzo 2012

And Now? I Can Do?


Negli ultimi due anni, da quando ci stiamo dedicando attivamente alle uscite in gommone a spinning, inchiku e vertical, di cose ne abbiamo viste per mare.. Spettacoli che abbiamo aggiunto a quelli cui avevamo già assistito da terra nelle giornate di pesca e che mi rendo conto sono veramente poco rispetto a quanto ancora il mare avrà da offrirci per rinfrancare i nostri spiriti ed arricchire la nostra memoria..

I delfini amichevoli accompagnarci in navigazione, le tartarughe girarci attorno incuriosite, famiglie numerosissime di enormi diavoli di mare passarci sotto la chiglia, spada e tonni giganteschi saltare leggeri durante le cacciate quasi come fossero senza peso..
Ieri una domanda del Cpt.Rusty alla mia posta elettronica ed un link ad un articolo..
"Tu che avresti fatto?"


Bhè.. La domanda se la sarà posta anche Mr. Page quando a bordo del suo C Crazy da 8 metri nelle acque della Nuova Zelanda, durante una gara di pesca al tonno ed ai Marlin si è accorto che un'allegra famigliola di orche era troppo interessata e vicina alle sue esche che avevano appena attraversato un banco di pesce....
Non ha creduto ai propri occhi, come lui stesso racconta, ed ha dubitato che le bevande energetiche appena ingerite fossero anche allucinogene quando ha visto una di queste simpatiche ed amichevoli creature saltare dietro la scia ed ingoiarne una restando allamata..
Se fosse un pesce si potrebbe dire che 5 tonnellate rappresentano un bel record anche solo per il fatto di averli avuti in canna ma purtroppo per Mr. Page l'orca non è un pesce per cui il suo record equivale ad aver ferrato un elefante e quindi non è da ritenersi in alcun modo valido..
L'orca, per completezza di informazione, va detto che probabilmente, dopo aver giocato 45 minuti, ammesso che si sia accorta di essere stata ferrata, è andata via portandosi terminale ed esca e lasciando il pescatore con questa immagine nella memory card che, ricordiamo, non è tratta da un film ma è una foto scattata in barca..

Che avrei fatto? Non so.. Non avendo un boga grip idoneo avrei avuto alcune difficoltà a portare a termine il combattimento :)
E voi?

Notizia e foto da WAIKATO TIMES


The Fishermen NetWork




E' nato il social network per gli amanti della pesca!

E’ online da poco più di 10 giorni, ma sta già facendo notizia sul web . Per ora vanta "solo" poche centinaia di  utenti , ma i numeri crescono quotidianamente. Il logo (a forma di pesce) in alto a sinistra e la pubblicità (della casa editrice Ediservice, specializzata in pubblicazioni sulla pesca) sulla destra non lasciano spazio agli equivoci: si tratta di un vero e proprio «circolo della pesca» online. Proprio come su Facebook, si crea un profilo, si condividono foto, immagini e video, si stringono amicizie e si chiacchiera in chat. Ma se il nome e la piattaforma richiamano il ben più noto «modello» internazionale, quelli appena elencati non sono di certo gli unici aspetti che i due social network hanno in comune. L'ideatore della rete  infatti, è un giovane studente che ha intercettato il bisogno di condivisione avvertito dalla vasta comunità italiana di pescatori e lo ha sommato ai suoi più personali interessi.


venerdì 24 febbraio 2012

Do you Know the Made in Italy?


Dopo l'evasione dal mondo moderno, ho trovato tante cose interessanti ad aspettarmi, tante novità da raccontare. Tra tutte vorrei iniziare con una novità in particolare, una canna nata, progettata e creata in Italia da esigenze di pescatori Italiani. Sarà che sono un Japan Maniaco, ma spesso mi capita di dimenticarmi, come credo a molti di voi, di quanto siamo bravi in Italia, di quanto siamo capaci di creare ottime soluzioni e di come l'ingegno sia spesso nel bene e nel male un carattere dominante del nostro modo di essere. Ora non voglio dire che per forza il made in Italy deve essere una priorità, ma credo che sarebbe giusto prestare più attenzione "al nostro orto" senza doversi sempre fare affascinare da produzioni "esotiche" perchè di esempi nel nostro paese ne abbiamo tantissimi. Subito mi viene in mente un marchio come Alutecnos, che in USA è considerato un mostro sacro, mi vengono in mente il fascino artigianale dei prodotti Everol e i rivoluzionari prodotti di Franco Vivarelli. Ben vengano il made in Usa e il JDM, ma non dimentichiamoci che ci sono delle perle anche nel nostro paese e tra queste si può sicuramente collocare un azienda come Italcanna.


Nata a Capannori vicino a Lucca più di 40 anni fa per mano di Carlo D'olivo che ancora oggi continua a gestirla con i due Figli Giovan Battista e Gian Marco, la Italcanna è una delle poche aziende che si può vantare di un reale Made in Italy, visto che tutte le canne vengono progettate e prodotte nel nostro paese, con un palmares pieno di riconoscimenti importanti nel mondo del Big Game e del Surf Casting, questa azienda ha da qualche anno iniziato la produzione di canne per la pesca a spinning.

Nel 2005 questa azienda comincia una collaborazione con Boris Maffezzoli Salnicoff, che credo in tanti conosciate. Se vi è capitato di seguire le avventure di questo malato di pesca, vi sarà sicuramente capitato di vederlo scorrazzare in lungo e largo per il continente nero ed in special modo in una metà di cui sembra essere molto ghiotto l'esuberante Boris : la Giunea Bissau, in particolare l'arcipelago delle Bijagos, per essere ancora più precisi e puntigliosi, la piccola isola di Kerè. In questo fantastico spot, dove il vostro caro Rusty si è andato a nascondere per due settimane, è stata ideata e testata una canna dedicata a tutti i pescatori che amano viaggiare, la Kerè.





Una comoda travel in quattro sezioni che si innestano grazie a degli spigot per non interrompere o indebolirne la struttura ed un ingombro di soli 62cm, perfetta per essere trasportata in valigia, la canna montata è lunga 230cm con un line consigliato di 30lb, anelli Fuji Sic KLSG Tangle Free e un casting di 80 grammi.



E' progettata per essere utilizzata con popper di taglia medio grande e jerk minnow medio grande e la sua progettazione è stata talmente lunga e faticosa che il povero Boris ha dovuto sacrificarsi testandola più e più volte nelle acque di Kerè su Jack Crevalle, Cubere e Barracuda di taglie inimmaginabili..


L'isola da cui prende il nome, ve lo assicuro, è un paradiso per lo spinner per cui mi propongo sin da ora, prima di disfare una volta per tutte le valigie, volontario per ripartire alla volta di un'estenuante sessione di test ma questa volta a Kerè con Kerè... ;)